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Brescia vicino al traguardo? Attenti al Toro, o meglio a Bianchi

Brescia vicino al traguardo? Attenti al Toro, o meglio a Bianchi TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
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Redazione TuttoB
venerdì 11 giugno 2010, 21:59Editoriale

Il traguardo della A all’orizzonte, la paura di vedersi scivolar via dalle mani un obiettivo sempre più tangibile, il peso delle responsabilità, la stanchezza di una stagione logorante. Sono gli spettri che aleggiano su un Olimpico vestito a festa, ma pur sempre pronto alla battaglia, in fibrillazione per l’andata della finale playoff tra Torino e Brescia, con le Rondinelle leggermente favorite per il miglior piazzamento nella regular season.

Rispetto alla gara di Modena, Colantuono cambia 4 pedine, inserendo Antonelli, D’Aiello, Rubin e Gasbarroni. E’ l’esterno granata a supportare Bianchi in avanti, vista l’indisponibilità di Salgado. Iachini invece rilancia dal 1’ Caracciolo mentre preferisce Vass all'ex Saumel in mediana.

La gara si dimostra subito fisica, per gladiatori veri. I falli si sprecano, il nervosismo è alle stelle. Damato fa quel che può per placare gli animi, che comunque rimangono accesi

Il primo pericolo arriva – tra le polemiche – al quarto d’ora e porta il nome di Rolando Bianchi che si accentra, ignora Dallamano a terra, e costringe Arcari a salvarsi in angolo. Le proteste ospiti sono veementi, la risposta dell’attaccante granata non lascia spazio a interpretazioni…

E’ il Torino però a fare la partita. La spinta sugli esterni, soprattutto di Scaglia, fa male. Il Brescia invece si limita a tamponare e difendere, incapace totalmente di creare pericoli agli avversari. L’esasperato atletismo della formazione lombarda, costretta spesso al fallo, paga presto dazio.

Una manata di Mereco, l’eroe del Tombolato, costa al difensore il giallo e la squalifica per il ritorno. Lo stesso vale Budel, anche lui diffidato e ammonito. Tegole pesanti per Iachini che su 5 giocatori a rischio ne perde già due nel primo tempo.

I padroni di casa, intanto, ci provano su calcio piazzato. Loria tenta la zampata: il suo stacco è perfetto, ma la palla finisce alta

Di occasioni nitide, comunque, nemmeno l’ombra. In occasioni come queste, spesso sono gli episodi a decidere l’incontro. E così Barusso prova a pescare il jolly con una conclusione improvvisa da fuori, gli esiti non sono quelli sperati.

Nella ripresa il Brescia è sicuramente più intraprendente, le occasioni restano però di marca granata.

All’ottavo Gasbarroni si rende pericoloso con un sinistro insidioso che rimbalza a pochi passi da Arcari, bravo a respingere.

Al decimo, invece, Mareco si perde Loria, pericoloso ancora una volta in proiezione offensiva. Questa volta il suo colpo di testa non ha la sufficiente forza e la giusta angolazione.

Il Torino spinge e ci prova, il Brescia punge in contropiede e ha le occasioni migliori, quelle più eclatanti. La squadra granata si aggrappa allora ai guantoni di Morello, semplicemente miracoloso al 15esimo, quando devia sopra la traversa un sinistro di Budel diretto all’incrocio

Dalla parte opposta Rubin intercetta a centrocampo un ingenuo passaggio in orizzontale di Caracciolo e poi scarica il sinistro sul fondo, a un soffio dal palo..

Uno spavento per i tifosi bresciani. Nulla in confronto all’attimo di terrore vissuto dai supporters di casa due minuti più tardi, quando Rispoli e Baiocco si avventano sullo stesso pallone e si ostacolano a vicenda, mancando la battuta a pochi passi dalla porta. Per la gioia e il sollievo di Urbano Cairo, sofferente in panchina.

Senza fare una piega, il Torino si riprende subito e suona ancora la carica con Barusso che da trenta metri scarica verso Arcari.

Ma l’episodio che accende la partita arriva al 92esimo, dopo l’espulsione di Budel per fallo sull’appena entrato Arma. Proprio il marocchino a tempo scaduto brucia Martinez e batte il portiere bresciano. Ma Damato annulla per una trattenuta dell’attaccante, tanto evidente quanto discutibile. L’esultanza del popolo granata si strozza così in gola, rendendo ancora più amaro e incandescente il ritorno di domenica.

BIANCHI GIOCHERA' - La Corte di Giustizia Federale ha accolto il ricorso del Torino contro la squalifica di Rolando Bianchi. L'attaccante, che il giudice sportivo aveva punito per una presunta bestemmia nella finale play off di andata, scenderà nuovamente in campo domenica nel ritorno decisivo per la promozione contro il Brescia.

A Roma, davanti alla Corte Federale che ha accolto il ricorso, il Torino ha ammesso le tesi degli avvocati del club, Andrea Stanchi ed Edoardo Chiacchio.

C'era anche l'attaccante granata, che domenica sera potrà dunque partecipare alla gara di Brescia.

Bianchi era stato squalificato per un reclamo del Brescia. Al termine dell'andata, finita 0-0 sul campo del Torino, il consulente tecnico del Brescia Gigi Maifredi aveva sostenuto che il giocatore aveva pronunciato una espressione blasfema.

L'attaccante ha sostenuto di non avere mai bestemmiato. E per provarlo la società granata ha deciso di produrre anche una perizia sul labiale. "Ha detto 'zio cane' - aveva affermato il presidente del Torino, Urbano Cairo - e lo proveremo". Quindi la sentenza che riporta in campo Bianchi.

"Domenica sarò della partita: è adrenalina allo stato puro!". Rolando Bianchi commenta così l'annullamento della squalifica che gli permetterà di disputare il ritorno della finale play off contro il Brescia. "Che a questa grande gioia segua l'apoteosi", è l'auspicio dell'attaccante granata, che promette ai suoi tifosi il massimo impegno per andare in serie A.

"Ce la metteremo tutta", assicura il bomber del Toro, 27 gol in questa stagione, che ringrazia i giudici sportivi che hanno accolto il ricorso contro la presunta bestemmia pronunciata nell'andata della finale play off, terminata 0-0 all'Olimpico di Torino.

"Grazie a tutto lo staff legale - aggiunge Bianchi sul suo sito internet - che ha svolto un lavoro straordinario in tempo record. Grazie alla mia società, dal presidente Cairo al direttore Petrachi al segretario Ienca e a tutti i miei compagni che non hanno smesso un minuto di sostenermi. E, dulcis in fundo, un grazie a voi - dice rivolgendosi direttamente al popolo granata - perché in queste ore di trepidazione mi bastava leggere i vostri messaggi per alimentare la speranza".