AVV. DI CINTIO: " CALCIOSCOMMESSE, GUAI E PENE"
È trascorsa una settimana dall'uscita della notizia che ha sconvolto il mondo del calcio professionistico Italiano ma la sensazione è che, in alcuni casi, si debba fare molta attenzione prima di pronunciare le condanne.
Se, infatti, alcune persone sono state sottoposte a misura cautelare ed altre sono indagate a piede libero, come già sostenuto, il motivo esiste ed è spiegabile con le norme del Codice di Procedura Penale.
Ed, invero, risulta che il Pubblico Ministero ( ovvero chi indaga) abbia ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari ( ovvero chi giudica ) l' emissione di misure limitative della libertà nei confronti di alcuni soggetti, e non di altri, solo perchè a carico dei primi sono stati ravvisati "gravi indizi di colpevolezza" (alto grado di coinvolgimento delle persone indagate ) ed "esigenze cautelari" ( necessità di contenere il pericolo di recidiva e inquinamento probatorio) .
Per quanto concerne, invece, gli altri 28 indagati il PM non ha richiesto misure cautelari restrittive ovvero niente carcere o arresti domiciliari come per i primi 16.
Questo perché l' assenza di "gravi indizi di colpevolezza" e di "esigenze di cautela", previsti dal Codice di Procedura Penale agli artt. 273 e 274, non ha consentito l'applicazione di alcun provvedimento coercitivo ( carcere e arresti domiciliari) nei loro confronti.
In poche parole: assenza di elementi indiziari evidenti.
Ciò è sufficiente, almeno da un punto di vista penale, per comprendere perchè, almeno per ora, le posizioni dei soggetti semplicemente indagati non debbano certamente meritare l'attenzione mediatica che sino ad oggi hanno avuto.
L'"assenza di gravi indizi di colpevolezza" e di "esigenze cautelari", in questa sede, deve esser comunque sottolineata per salvaguardare la presunzione di innocenza di queste altre 28 persone la cui privacy è stata sicuramente violata dalla pubblicazione in internet di atti giudiziari contenenti nomi, cognomi, residenze e numeri di telefono che, invece, sarebbero dovuti rimane, almeno per il momento, segreti.
Il riferimento è, anche, al caso del sig. Cristiano Doni ( e di riflesso quello dell'Atalanta) che nella settimana passata è stato protagonista di numerosi titoli sui giornali e sui siti internet con i quali si sono trasmessi messaggi spesso errati ( es. "trovati 450 mila euro di assegni, Atalanta nei guai"- facendo intendere che gli assegni fossero ricollegati ai neroazzurri quando ciò non corrispondeva alla realtà).
Il fatto poi che altri indagati sottoposti a regime cautelare abbiano, come emerso dalla stampa, reso dichiarazioni con riferimento al capitano dell' Atalanta non significa che automaticamente sia mutata in peggio la sua posizione processuale.
Ed, infatti, tutte le dichiarazioni emerse nel corso degli interrogatori dovranno, nelle prossime settimane, esser riscontrate da elementi oggettivi che possano conferire credibilità ad affermazioni che, oggi, costituiscono solamente uno spunto investigativo per gli inquirenti.
Questo per capire che tutti hanno diritto di rendere delle dichiarazioni in fase di interrogatorio ma è altrettanto vero i fatti riferiti dovranno passare attraverso un riscontro investigativo concreto poiché, in caso contrario, non potranno costituire che semplici illazioni prive di fondamento.
Da un punto di vista sportivo, infine, le situazioni attuali di Atalanta e del sig. Doni (come del Siena), almeno per ora, non sono assolutamente mutate nel senso che, a parte i titoli ad effetto di giornali e siti internet, non è emerso alcun dato di concreto che possa mettere in pericolo i risultati ottenuti sul campo dai bergamaschi.
Ora il compito di vagliare quanto raccolto negli interrogatori spetterà agli inquirenti sui quali incombe l'onere, in base alla legge, di evidenziare non solo gli elementi a carico degli indagati ma anche quelli a favore affinchè la legge possa esser uguale per tutti.


