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EDITORIALE

Avellino, è aperta la caccia alla Strega. Vicenza, il derby contro l'Hellas per risorgere. E la prima di Calori...

10.12.2016 09:00 di Marco Lombardi   articolo letto 3425 volte
Calori
© foto di Federico De Luca

Avellino-Benevento è derby storico, una rivalità di antica data che si rinnova a distanza di qualche lustro. Sanniti imbattuti da sei turni, irpini che hanno "steccato" la prima dell'era Novellino. La compagine biancoverde si presenta all'appuntamento con l'acqua alla gola e la consapevolezza di non poter fallire l'obiettivo dei tre punti. Tutto lascia intendere che "Monzon" riproporrà il canovaccio tattico dell'esordio, quel 4-4-2 scolastico di cui ha fatto il proprio mantra, sebbene in settimana sia stato sperimentato anche un 4-3-3 speculare a quello del Benevento. Ma snaturare l'assetto di gioco in una gara di per sè così delicata potrebbe rivelarsi azzardato ed autolesionistico. Quando una squadra funziona essere camaleontici è un pregio, diversamente diventa un difetto. Per arginare le folate offensive di Ciciretti e soci, la difesa irpina - finora parsa tutt'altro che irreprensibile - sarà chiamata agli straordinari. Ermeticità del pacchetto arretrato quale componente imprescindibile per fare risultato: all'uopo, l'Avellino dovrà innalzare anche una robusta diga a centrocampo. Con una serenità socratica, Novellino, lungi dall'esacerbare il clima della partita, ha spiegato di aver cercato di inculcare ai propri giocatori grinta e cattiveria agonistica. Senza lasciare nulla al caso. Al di là del passo falso contro l'Ascoli, la mano del nuovo tecnico si è già intravista. Rapide ed evidenti le migliorie apportate: squadra sapientemente disposta in campo, più ordinata, equilibrata, e convinta dei propri mezzi. Certo, le lacune "ataviche" dell'organico restano, ma per rimediare a quelle ci vorrà tempo.

 

Da un derby ad un altro. Sfida fra nobili decadute a Vicenza: di scena la capolista Hellas Verona. Momento estremamente delicato per i berici, che annaspano in fondo alla classifica e faticano a trovare la ricetta giusta per uscire da un'allarmante crisi di gioco e risultati. Ma i numeri sono "freddi", asettici, e spesso raccontano verità incontrovertibili: numeri che inchiodano il Vicenza al penultimo posto della graduatoria. Nemmeno il "doloroso" ribaltone in panchina ha portato la svolta auspicata. Organico male assortito, infortuni pesanti, squadra umorale e fragile... Tante le concause di una stagione sin qui disastrosa. Contro l'Hellas orfano di Pazzini, un Vicenza rabberciato ed incerottato cercherà di imporre, per la prima volta, il fattore campo, sfatando il tabù "Menti". Compito improbo, ma non impossibile. E' risaputo che i derby sfuggono ad ogni regola e pronostico, proprio in virtù delle peculiarità contrastanti che l'occasione eleva a protagoniste della contesa. In fondo, sosteneva Sepp Herberger: "La palla è rotonda, la partita dura 90 minuti e tutto il resto è solo teoria".

 

Battesimo di fuoco per Alessandro Calori sulla panchina del Trapani fanalino di coda: ad attendere i siciliani la Virtus Entella. Trasferta ostica per i granata, chiamati a dare segnali di vitalità e ripresa nel "fortino" inviolato di Chiavari. Indispensabile conquistare punti, per risalire la china e restare agganciati al treno delle pericolanti. Perdere ulteriore terreno rischierebbe di rendere pressochè proibitiva l'impresa salvezza. Poi a gennaio la società dovrà intervenire incisivamente in sede di mercato, attraverso una robusta operazione di maquillage, per rimediare ad una campagna acquisti estiva completamente sbagliata, che ha alimentato la vana illusione di poter ripetere l'exploit dell'anno scorso. Il tempo è tiranno, Calori sa di avere tra le mani una patata bollente: solo ritrovando coesione, mordente, motivazioni, e scrollandosi di dosso le insicurezze, il Trapani potrà nutrire speranze di raggiungere la permanenza in categoria.


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