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Atalanta, per la A è solo questione di matematica

Atalanta, per la A è solo questione di matematica TuttoB.com
© foto di Alberto Mariani/TuttoAtalanta.com
autore
Federico Errante
giovedì 14 aprile 2011, 22:55Editoriale

Antonio Percassi non diventerà matto: torniamo subito in A. Per l’occasione abbiamo italianizzato il concetto espresso rigorosamente in dialetto dal presidente ad inizio stagione e diventato un vero tormentone, perché dopo la vittoria sul Modena possiamo tranquillamente esserne sicuri.

Non c’è ancora la matematica e sarebbe impensabile avere anche quella, ma il + 11 sul Novara è un margine di sicurezza che se mantenuto potrebbe regalare all’Atalanta la promozione con almeno un mese d’anticipo. Un passo da record, 18 partite senza sconfitte e numeri che ad ogni turno vengono aggiornati e assumono le sembianze di un dominio con il solo Siena il grado di restare in scia, ma che ora per completare l’opera sarebbe anche bello staccare per quello che sarebbe un meritato trionfo con arrivo solitario.

Dal “Braglia” sono arrivati gli ultimi due “squilli” per sancire la chiamata verso la A: inutile ribadire per l’ennesima volta la solita cantilena sul gioco quando la squadra continua a dimostrare la sua forza in maniera dilagante. Se poi Ruopolo veste i panni del suo idolo Maradona e inventa uno “scorpione” da cineteca su assist di Doni allora ci si può solamente togliere il cappello davanti alla prodezza balistica dell’ariete di Aversa, senza dubbio una delle migliori sorprese (ma solo per qualcuno!) della stagione nerazzurra. Una stagione nella quale Sasa Bjelanovic rischiava invece di vestire i panni dell’”oggetto misterioso” (o definizioni peggiori) anche dopo la rete divorata con il Novara e che, al contrario, in terra modenese ha ritagliato anche per lui un ruolo da protagonista grazie a quella zampata vincente a due minuti dallo scadere.

Ingredienti l’uno dopo l’altro che ad ogni occasione sembrano appositamente studiati da una sorta di regia occulta in grado di trasformare l’anno di purgatorio in un’autentica cavalcata in cui quel giusto pepe lo possono dare gli eventuali primati da battere e la voglia di arrivare davanti ad Antonio Conte.

E contro l’Empoli, volendo, ci sarà anche una “molla” in più: riscattare quel bruttissimo 0-3 dell’andata quando i nerazzurri furono protagonisti di una vera imbarcata che aveva messo ulteriormente in allarme un ambiente già preoccupato. Incredibile a pensarci oggi vero? E allora che anche Coralli e compagni vengano “ricompensati” con la stessa moneta. La compagine di Aglietti che aveva inanellato un’impressionante serie utile in avvio si è letteralmente persa per strada e ora vaga nel limbo della cadetteria.

Potrebbe essere definita la classica annata di transizione, fatto sta che i tifosi non hanno nascosto il basso gradimento della situazione nonostante in Toscana la politica attuata dal presidente Corsi si fondi principalmente su giovani particolarmente interessanti da lanciare, sia per il bene dell’Empoli che per quello delle sue casse. Uno su tutti? Fabbrini, fantasista di sicuro avvenire nel giro dell’Under 21 e con la A già in tasca, uno che i bene informati sulla classe 1990 indicano come il migliore in assoluto insieme a Balotelli. Allenatore giovane, squadra che fa della benzina verde l’elemento cardine del suo motore e una società molto attenta al proprio vivaio: se la semina è buona allora Empoli tornerà ai bei tempi in cui nelle formazioni, anno dopo anno, spiccavano i vari Montella, Rocchi, Di Natale, Marchionni, Bresciano, Pozzi. Allo stato attuale però i toscani devono solamente essere un’altra gustosa preda per i cacciatori atalantini, gente da serie A…