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Atalanta, Modena fa rima con serie A

Atalanta, Modena fa rima con serie A TuttoB.com
© foto di Foto Alberto Mariani
autore
Federico Errante
martedì 12 aprile 2011, 00:18Editoriale

Pronti, via, e già ti ritrovi la sorpresa. Il Tir non c'è, acciaccato, e potrebbe essere la grande occasione di Guido Marilungo, in panchina nelle ultime gare e alla ricerca di spazio e gol. Invece no, la coscia lo mette KO e al suo posto dentro Ceravolo. Dalla tribuna al campo, praticamente. E il buon Fabio ha risposto fornendo una prestazione comunque buona, a dispetto dello strato di ruggine e polvere, per poi cedere il posto al corazziere Delvecchio sul finire di partita, giusto per assicurare centimetri e legna.

Un primo tempo bruttino, specialmente nella prima ventina di minuti, in cui l'Atalanta ha creato poco o nulla. Qualche guizzo, qualche accelerata qua e là, ma davvero poco per pungere i canarini gialloblu, che, anzi, hanno offerto spunti di buon calcio.

Era l'occasione per allunare definitivamente nel Mare Tranquillitatis: l'ennesimo mezzo passo falso del Novara, e alla Dea non restava che sfruttare l'assist e chiudere definitivamente il discorso-promozione. Ci pensa Ciccio Ruopolo, con un gol straordinario e storico. Un po' Higuita, un po' Bettega, un po' Mancini. Indescrivibile. Pazzesco. Un capolavoro, una pennellata rapida, nervosa ma gioiosa: una gemma a suggellare la stagione straordinaria dell'Atalanta e la consacrazione di Ruopolo, manovale d'attacco per una stagione, stella per una notte. E se il gialloblu Signori veste i panni del guastafeste, ci pensa Sasa Bjelanovic, servito dal doctor seraphicus Bonaventura, a far godere i nerazzurri allo scadere. Un gol pesantissimo, importantissimo, preziosissimo. Merito anche a Colantuono e ai suoi cambi, azzeccati e decisivi. La Dea se ne va, definitivamente, e non ce ne vogliano gli scaramantici. Undici punti di vantaggio a sette giornate dalla fine sono un vantaggio enorme, praticamente impossibile da dilapidare. Ora non resta che il duello finale col Siena: in palio c'è un trofeo – la “Coppa Ali della Vittoria” –, ma soprattutto l'onore e la voglia di concludere al primo posto, col conseguente corollario di record, la stagione della rinascita. Dall'inferno di una retrocessione amarissima alla gioia per un pronto ritorno in Serie A, condito da sogni e ambizioni. Non a caso, la vittoria di Modena arriva nella stessa giornata in cui il progetto-stadio sembra aver preso definitivamente forma, giusto per coniugare successi sul campo e fuori dal rettangolo verde. La risposta che serviva è arrivata. Con un po' di tensione – si veda il palo colto in extremis dal Modena –, ma è arrivata. E va bene così.

Fonte www.tuttoatalanta.com