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Atalanta, attenta a non andare... in testacoda

Atalanta, attenta a non andare... in testacoda TuttoB.com
© foto di Alberto Mariani
autore
Federico Errante
giovedì 31 marzo 2011, 00:04Editoriale

Vittoria, pareggino, vittoria, pareggino. Pare una litania eppure è il passo impresso dall’Atalanta al proprio campionato, una situazione in cui anche il punto conquistato a Padova fa classifica, eccome se la fa. La serie utile si allunga, il Siena riduce a – 1 il distacco ma poco importa soprattutto se poi ci pensa l’AlbinoLeffe a dare una mano acuendo la crisi del Novara e confermando come la strada verso l’”unico obiettivo” tolga, praticamente da sola, un ostacolo dopo l’altro.

42 giornate a ritmo sostenuto sono pressoché impossibili nonostante il tifoso o meglio il “perenne scontento” pretenda sempre i tre punti, ma se alla fantascienza preferiamo l’equilibrio, il bicchiere mezzo pieno lo si può, anzi lo si deve vedere anche stavolta.

Si temeva l’ex Ardemagni, svegliatosi proprio qualche giorno prima, dal lungo letargo nel quale era piombato, invece è arrivato un giovane italo-egiziano di sicuro avvenire (El Shaarawy) a negare il colpaccio in Veneto, terra in cui finalmente si è sbloccato Adriano Ferreira Pinto (bentornato al gol!) . Ad aumentare il valore specifico del segno X ci ha pensato tanto per cambiare Consigli mettendo una pezza determinante in prossimità dei titoli di coda della partita. Tutto bene quindi, una domenica ad osservare le altre senza particolari patemi come classifica impone più di ogni altra cosa e ora pensiero rivolto a Sandro Salvioni.

Dispiace più che altro per questioni campanilistiche vedere gli alabardati guidati dal tecnico di Gorlago annaspare sul fondo in una situazione che, se non è disperata, poco ci manca.

Più che la matematica, che in questo campionato presumibilmente emetterà i propri verdetti solamente in prossimità del fotofinish, sono i numeri ad essere impietosi nei confronti della Triestina: tre pareggi consecutivi, ma soprattutto sette turni a digiuno di vittorie. Un’annata iniziata con un organico formato “last minute” causa ripescaggio per colmare il vuoto lasciato del fallito Ancona (guidato proprio da Salvioni….scherzi del destino!), l’esonero di Luca Gotti, l’approdo dell’allenatore orobico a cui però stravolta sembra non riuscire il miracolo compiuto nelle Marche.

A chiudere il cerchio un mercato di gennaio con qualche innesto (in primis Miramontes, caldeggiato dallo stesso mister) che al lato pratico pare proprio non essere stato sufficiente poiché la squadra – alla quale, se non altro, non manca di certo l’orgoglio – paga e ha pagato a caro prezzo black-out troppo frequenti.

A supporto di tale affermazione giunge “a puntino” il pareggio ottenuto domenica scorsa nella sfida da ultima spiaggia con il Frosinone: i giuliani regalano il primo tempo ai ciociari, vanno sotto 0-2, falliscono anche un rigore con Testini e l’uno-due in extremis griffato Filkor-Taddei regala un “brodino” che sa più di condanna piuttosto che di speranza alla quale aggrapparsi.

Tuttavia nel più classico dei testacoda dal pronostico apparentemente a senso unico, c’è sempre una percentuale di rischio derivante dall’approccio mentale dei nerazzurri, aspetto assolutamente prevalente rispetto al “tutto per tutto” o se preferite del “niente da perdere” della Triestina.

Per ovviare alla suddetta insidia però siamo certi che mister Colantuono manterrà altissima la soglia di concentrazione dei suoi, magari tra un pensiero e l’altro su come sbrogliare la matassa relativa al centrocampo, dove qualche dubbio c’è per cause di forza maggiore. Con Delvecchio squalificato e Barreto al rientro dall’impegno con il Paraguay solo in prossimità della rifinitura, infatti, potrebbe essere Carmona a riprendere una maglia da titolare nonostante, a sua volta, anche il cileno torni all’ultimo dalla trasferta infrasettimanale con la sua nazionale. Nella zona nevralgica la riconferma di Padoin pare scontata cosi come quella del ritrovato Pinto sulla fascia destra. Su quella opposta, invece, potrebbe partire Bonaventura, pur reduce dal match con la neonata Under 21 di B, qualora il tecnico romano decidesse di far rifiatare Cristiano Doni. A meno che ancora una volta ci si affidi al capitano, quantomeno per scongiurare il pericolo di possibili “tiri mancini”da parte della cenerentola.