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Una vita tra i pali: Andrea Pierobon vs la carta di identità

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Giuseppe Di Giovanni
lunedì 31 marzo 2014, 09:30Cittadella
autore Giuseppe Di Giovanni
31.03.2014 09:30Cittadella
FotoTuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it

Una sfida infinita. Lui contro il corso degli anni, lui contro la carta di identità. Lui, insieme a due pali e una traversa, amici e nemici di una vita. Certe volte non basta un semplice articolo per descrivere i fatti, le persone, gli eventi. Era il campionato Interregionale 1987-88 quando un 18enne di Cittadella esordì nella squadra della sua città. Il Cittadella finì quarto dietro l'Orceana, il Valdagno ed il Montebelluna, mentre in Serie A, il Milan di Sacchi soffiava lo scudetto al Napoli di Maradona.

Da osservatore partecipante e non da semplice spettatore, Andrea Pierobon ha fatto lo stesso mestiere di Van Basten e Gullit, di Maradona e Platini, di Vialli e Mancini, ma continuava a farlo anche insieme a Totti e Del Piero, a Ibra, a Cr7, Messi e compagnia. Certo, portiere non è giocatore di movimento. Portiere vuol dire assumersi la responsabiltà sempre, vuol dire 27 anni di infinita carriera. Vuol dire che dopo Giorgione, Massese, Fidelis Andria, Treviso, Venezia e Spal, torni a casa. 

Giochi in Serie B e a 44 anni, 8 mesi e 10, giorni, succede che il tuo Cittadella va ad Avellino e tu giochi 90 minuti, polverizzando tutti i record e diventando il più anziano giocatore a disputare una gara in un campionato professionistico. Pazienza se segna Castaldo e perdi 1-0. Pazienza se non è la migliore stagione del Cittadella. Pazienza se è il 17esimo gettone in 4 anni. Pazienza. Perchè salvare il Cittadella è la prossima sfida, la prima è stata già vinta, contro una Carta di Identità che ha cercato di fermarlo, ma non c'è mai riuscita. 

Il suo mancato ritiro è la crisi di mezza età di un uomo che vive in mezzo a due pali e ha già montato la tenda per continuare a stare li. Meraviglioso incosciente. 

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