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ESCLUSIVA TB – Caserta: “Palermo, vincere non sarà una passeggiata. Nuovo Frosinone? Forse il Mantova. Juve Stabia e Benevento da salvezza, Avellino per i playoff. Occhio Samp: campionato anonimo fa rima con fallimento”

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Marco Lombardi
Oggi alle 01:00Primo piano
autore Marco Lombardi
01.10.2026 01:00Primo piano
Fabio CasertaTuttoB.com
Fabio Caserta
© foto di www.imagephotoagency.it

Salvato l’Empoli, Fabio Caserta aspetta l’occasione giusta per ripartire, un progetto solido che abbini struttura e visione. Nel mentre, è intervenuto ai microfoni di TuttoB per analizzare il primo scorcio di campionato.

Mister, il Palermo è destinato a fare il vuoto dietro di sé o dovrà sudarsi la promozione?

“Sarà un percorso complicato anche per il Palermo, sebbene sia superiore alle altre. Il campionato di Serie B, infatti, è talmente difficile e lungo che c’è da soffrire fino alla fine”.

Tra le squadre immediatamente alle spalle dei rosanero, potrebbe annidarsi un nuovo Frosinone?

“Il Mantova è sicuramente una sorpresa, non mi aspettavo che partisse così bene. Quando c’è programmazione, si dà continuità alla guida tecnica e si fanno le cose con metodo, i risultati alla fine arrivano. Al momento è la squadra che vedo meglio delle altre”.

L’avvio da incubo del Catanzaro è imputabile alla difficoltà di smaltire le tossine della finale playoff persa o piuttosto a un gruppo-squadra profondamente rinnovato e che, in quanto tale, necessita di tempo per amalgamarsi?

“È un insieme di cose… Certo, superare la delusione per una Serie A svanita proprio ad un passo dal traguardo non è mai facile, però va tenuto conto anche del profondo rinnovamento della rosa, con tanti giocatori importanti che hanno cambiato aria…”.

Da profondo conoscitore delle realtà campane, avendo allenato sia Juve Stabia che Benevento, qual è delle due la piazza più difficile nella quale fare calcio e quale ruolo potranno recitare in campionato le Vespe e la Strega?

“Ogni piazza ha le proprie difficoltà. A Castellammare ho vissuto tanti anni sia da calciatore che da allenatore, quindi conoscendo l’ambiente è stato più facile. Oggi, però, le difficoltà per la Juve Stabia sono più di natura extracalcistica: mi auguro che ne vengano a capo quantoprima e si possa tornare a parlare solo di calcio giocato.

Mentre quando sono arrivato a Benevento c’erano grandi aspettative perché la squadra era appena retrocessa dalla A: nel primo anno abbiamo raggiunto la semifinale playoff, nel secondo invece è sorto qualche problema che ha portato all’interruzione anticipata del rapporto. Ora, dopo qualche stagione altalenante in serie C, la società è tornata in B, grazie anche a una proprietà forte e a un presidente ambizioso che tiene tantissimo alla propria creatura e investe tanto.

Detto questo, al momento la Juve Stabia è in difficoltà, a differenza del Benevento, ma credo che entrambe possano ottenere la salvezza. Poi tra qualche mese, magari, si parlerà di altro… Il calcio è imprevedibile”.

Restando in tema di squadre campane, l’Avellino, invece, pare decisamente più attrezzato.

“La società è andata forte sul mercato, facendo grandi investimenti su giocatori di categoria superiore. Inoltre c’è un allenatore, Nesta, che conosce bene la categoria. Credo che l’obiettivo sia un posto nei playoff”.

Andreoletti, nuovo allenatore dell’Empoli, dovrà trovare il modo di aumentare la produzione offensiva (Stiven Shpendi e Popov sono fermi a un gol a testa) per far sì che la squadra possa risalire la china di una classifica piuttosto deficitaria.

“Dovrà lavorare sul reparto offensivo ma anche, e soprattutto, sulla testa dei calciatori, perché un cambio di allenatore implica sempre un dispendio di energie fisiche e mentali… Ad ogni modo, credo che l’Empoli abbia una buona rosa, imbottita di elementi giovani ma forti e di prospettiva”.

Per la Samp si prospetta l’ennesima stagione di lacrime e sangue?

“Non è partita bene, questo è sicuro, ma quella è una piazza in cui un campionato anonimo fa rima con fallimento. Le ultime stagioni non sono state affatto positive e temo che sarà dura anche quest’anno. Io mi auguro, per i tifosi, il blasone del club e quello che rappresenta la Sampdoria per il calcio italiano, che i blucerchiati tornino il prima possibile in serie A, dove meritano di stare”.

Lei ha giocato a Catania con De Zerbi, clamorosamente ultimo, oggi, in Premier League con il Tottenham, nonostante un mercato faraonico. Ha mai pensato a un’esperienza all’estero?

“Ci penso spesso e confesso che mi stuzzica l’idea di provare qualcosa di nuovo, per confrontarmi con un calcio diverso da quello italiano. Però devono esserci i presupposti, e al momento non ci sono”.     

 

          

 

     

  

  

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