PIEROBON, 41 ANNI E NON MOSTRARLI
Stefano Viafora
La voce saggia va sempre ascoltata. «Guai a guardare in alto: dobbiamo pensare solo alla salvezza. Arrivati a 51-52 punti, allora si vedrà». E’ il monito di Andrea Pierobon, portierone quasi 41enne (a luglio) del Citta. E’ tornato titolare dopo la gara (persa) a Grosseto.
Da quando è tornato tra i pali, 3 vittorie di fila per il Citta. Che adesso è a quota 39, -4 dai play off. «Non ho la bacchetta magica - dice -, quindi il merito è del gruppo. In B si fa presto a salire, ma anche ad essere risucchiati. Sono tornato in campo perché me lo ha chiesto il mister, ho solo eseguito gli ordini. Amo questo sport e il profumo dell’erba». Sereno, disponibile, esperto. In campo, come nella vita. E sabato prossimo nella tana del Lecce capolista. All’andata strapazzato 3-0. «Loro sono forti. Ma stiamo benissimo, lo sappiamo e loro devono temerci. Andremmo là per continuare la striscia positiva». Prima Meggiorini. Adesso c’è un certo Ardemagni. Lui, dall’alto, ne ha visti passare molti. «Di Matteo - spiega Pierobon - non posso che parlarne bene. Oltre ad essere un bravissimo calciatore è anche un ragazzo a posto, molto educato e soprattutto con una grandissima voglia di imparare e di migliorarsi. Farà strada».
Chi invece ne fa poca sono i portieri che si trovano a dover contendersi il posto da titolare con lui: l’anno scorso Zotti emigrò in Svizzera. Ora Villanova sta in panca. «No no - tiene a precisare il numero uno - io non faccio fuori nessuno. Sia con Zotti che con Simone (Villanova, ndr) ho avuto e ho ottimi rapporti. Ho sempre messo a disposizione della squadra la mia esperienza. Poi il mister ha deciso che potevo essere utile in campo, ed eccomi qui».


