MATTINO DI PADOVA - CITTA, IL FOSCARINI SEGRETO
Redazione TuttoB
Ci sono allenatori e allenatori. Ci sono quelli che vedono solo calcio e quelli che nel tempo sviluppano interessi extra-calcistici. Claudio Foscarini è uno di questi. Lo avreste mai pensato appassionato di libri che trattano di materie come la linguistica e la psicologia? Il tecnico del Cittadella è un assiduo lettore di manuali di Neuro Linguistica (ossia tecnica psicologica che postula la possibilità di influire sugli schemi comportamentali di un soggetto tramite la manipolazione di processi neurologici attuata attraverso l’uso del linguaggio): «E’ da 10 anni che mi sono appassionato a questo - rivela - E’ utile capire ed avere strategie per motivare. Non è la classica psicologia. Serve a connettersi meglio con gli altri».
Ha fatto studi specifici?
«In estate ho fatto a Rimini un corso di programmatore che mi ha consentito di acquisire il primo livello, quello di coach di P.N.L. (Programmazione Neuro Linguistica, ndr). Ce ne sono quattro e mi piacerebbe farli tutti e quattro. Tutti studi utili nella gestione del gruppo supponiamo. Può essere un aiuto. A volte si riescono a capire meglio certe situazioni. Capisci i segnali che ti dà una persona. Non solo ciò che ti dice, ma come lo dice».
Lei è anche appassionato di fumetti...
«Sì. Quando ero piccolo, andavano di moda due fumetti: Tex Willer e Zagor. Io preferivo Zagor, un eroe che mi appassionava molto».
I fumetti spesso sono collegati al cinema. Ci va spesso?
«Quando posso. Il sabato sera spesso ne approfitto per andarci con la famiglia. E’ un modo per stare insieme. Altrimenti, a casa c’è più spazio per i documentari e le partite di calcio. Di recente ho visto Avatar».
Le è piaciuto?
«M’incuriosiva. E mi è piaciuto. Sono appassionato di avventura e fantascienza. E’ un film dominato dagli effetti speciali».
Quale musica ascolta?
«Spazio un po’ su tutti i generi. Dipende dall’umore. Vado dalla classica a Battiato, ai Pink Floyd, che ho ascoltati molto da ragazzo».
Passando al Cittadella, che succede adesso?
«Che dobbiamo rimanere con i piedi per terra. Dobbiamo essere sempre noi stessi e i ragazzi lo sanno. Serve forza e concentrazione per continuare a fare risultati».


