Cittadella, un inizio... a valanga
Federico Errante
Quando hai una scenografia così, con la splendida cinta muraria medievale di 13 metri d'altezza a racchiudere come uno scrigno il teatro all'aperto di Campo della Marta, difficile non fare il pienone ad una manifestazione. Se poi si tratta del Cittadella, lilliput tra tanti gulliver più o meno decaduti della cadetteria, allora l'apoteosi è assicurata. La conferma nel tripudio dei 1500 partecipanti, venerdì scorso, alla tradizionale presentazione di inizio stagione di squadra e staff tecnico e dirigenziale. Un piccolo mare granata di bandiere e cori gioiosi nel quale il presidente Andrea Gabrielli si è mosso con la tradizionale prudenza, senza proclami che non siano la salvezza e pure senza intermezzi più o meno goliardici. O sciocchi, questione di punti di vista.
In effetti, chiamatela pure come vi pare, squadra simpatia e miracolo permanente, il "Citta" è una di quelle realtà calcistiche che non smette mai di stupire e alla quale è difficile non dedicare un sorriso, a meno che non si tifi Padova. E si fa fatica pure a tenergli il broncio di fronte al curioso "ratto" di Giulia Gianesini, sciatrice della Valanga Rosa di sci alpino e madrina della serata cittadellese, lei che è proprio di Gallio, sede del ritiro del Vicenza.
Dopo la presentazione delle nuove maglie, indossate dalle belle Giulia Tartaglia, Katia Milan e Ketty Gobbo e arricchite di ben due sponsor, Siderurgica Gabrielli e Metalservice, nonché del disegno delle ruote dei Carraresi simbolo di Cittadella, dopo pure le dichiarazioni d'amore del presidente per una società quasi a conduzione familiare considerata la lunga militanza del dg Stefano Marchetti e del tecnico Claudio Foscarini, il microfono dei conduttori Pierluigi Basso e Stefano Albertin, coadiuvati da Ida De Poli, si è infine concentrato sui calciatori.
Applauditissimi, dai veci Pierobon, Gorini e Marchesan ai bocia De Vito e Baselli, Primavera di Milan e Atalanta. Insomma, comunque vada è già un successo. Fatti i debiti scongiuri.


