Cittadella, salvezza "alla Vasco"
Federico Errante
Io sono ancora qua. Eh, già. Dall'altoparlante arriva la voce roca di Vasco Rossi, e sembra che tutto il Cittadella canti assieme a lui. La squadra di Claudio Foscarini è lì che saltella abbracciata a centrocampo. Lancia ai tifosi le maglie e anche i calzoncini. Piovaccari s'infila la t-shirt con scritto «nel segno dell'Imperatore». De Gasperi ha il berrettone a forma di torre. Job bacia la moglie e porta per mano la sua bambina ricciolona a festeggiare sull'erba. Il Tombolato applaude e benedice. Festa misurata, senza eccessi ed esibizionismi. In perfetto stile Citta. Sembrava la fine del mondo e invece siamo ancora qua. In serie B, per il quarto anno consecutivo. Eh, già. Eh, già. Con il cuore che batte più forte il Citta ha vinto il campionato. Il suo, di campionati. Ha battuto il Pescara 3-2 e ha compiuto così il miracolo di salvarsi all'ultima giornata. Proprio un miracolo. Più miracolo ancora, forse, dei playoff conquistati l'anno scorso. Perché costruito sui resti di una squadra smantellata (via Ardemagni, Iunco, Pettinari, Pesoli e Cherubin) e portato avanti tra mille difficoltà, incertezze e pure qualche momento di rimpianto. Con il rischio retrocessione sempre dietro l'angolo. E invece, pur con una squadra decisamente più debole e pazzerella dell'anno scorso, vedi un po' cos'è riuscito a combinare il vecchio Citta. Si è tenuto stretto la sua serie B senza neanche bisogno dei playout. Si è tolto persino lo sfizio di battere il suo amatissimo Padova nel derby. E soprattutto, grazie alla doppietta di ieri, ha incoronato definitivamente Fabrizio Piovaccari sul trono dei marcatori.
Con 23 reti. Addirittura una in più di Ardegol. Mai nella sua storia il Cittadella aveva issato un suo giocatore così in alto nelle classifiche dei gol. Standing Ovation. «Piova-Piova», applaude il suo uomo salvezza il Tombolato. Tutti in piedi, ritmando il battimani, quando Foscarini sul 3-1 lo toglie dal campo per fargli riscuotere giustamente la sua Standing Ovation (altra canzone di Vasco fra l'altro). Al fischio finale mancano solo quattro minuti più recupero, il Pescara farà in tempo a segnare il 3-2 con Vergatti, ma ormai anche la partita è segnata. Lo spumante è già in ghiaccio dalla mezz'ora del primo tempo. Ce lo mettono due scatti di Piovaccari e poi un piattone sottorete di Di Roberto. Due scatti identici sul filo del fuorigioco con Musso e Gabbiadini che fanno da suggeritori. Sul primo «Piova» scarta Bartoletti che lo stende (22': rigore-gol, e portiere espulso). Sul secondo mette a sedere il suo sostituto Cattenari e raddoppia a porta vuota (29'). E poco conta che tra i due gol Giacomelli segni il provvisorio pareggio del Pescara inventandosi il più bel gol di giornata (26'). Al 34' ci pensa difatti Di Roberto, ancora su assist di Gabbiadini, il secondo, a scuotere la porta adriatica. Triade. Citta tre, Pescara uno. Due gol di vantaggio e un uomo in più. La partita finisce di fatto qui, e poco importano a quel punto gli echi che arrivano dagli altri campi. Il tris dell'Ascoli e del Sassuolo. O la sconfitta del Piacenza. O la vittoria in extremis dell'Albinoleffe che proprio con i piacentini si giocherà ora la salvezza ai playout. E il Citta? Tranquilli, ripartirà l'anno prossimo con la sua triade Gabrielli-Marchetti-Foscarini. Tutta intera e senza defezioni. E magari (visto che l'Imperatore Piovaccari se andrà: 4 milioni la contropartita) con qualche garanzia tecnica in più. La Vita Spericolata, a Cittadella, non la vuole più nessuno. Eh già.


