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Bologna all’americana, adesso manca davvero poco

Bologna all’americana, adesso manca davvero poco TuttoB.com
© foto di Alberto Fornasari
autore
Luigi Polce
giovedì 9 ottobre 2014, 17:00Bologna

Sono state settimane frenetiche a Bologna quelle appena trascorse, ricche di colpi di scena a livello societario e chiuse ieri dalla decisione che tutti aspettavano in città. Il cda straordinario svoltosi ieri sera attorno alle 20 ha tracciato la strada che percorrerà il Bologna nel prossimo futuro, ormai sempre più a stelle e strisce. Le cifre dell’offerta del duo Tacopina-Saputo si aggirano sui 6 milioni per quanto riguarda l’aumento di capitale più altri 6,3 da destinare ai soci in forma di liquidazione, comprendente un abbuono di 2,2 milioni che la controllante Bologna 2010 doveva versare nelle casse rossoblù. E proprio quello della liquidazione si è rivelato un particolare decisivo nel far pendere la scelta degli stessi soci a favore della cordata americano-canadese, visto che Zanetti dal canto suo non aveva alcuna intenzione di garantire una buonuscita. Il risultato, d’altronde, è stato netto: 3 voti a zero a favore della soluzione straniera, con Guaraldi astenutosi per coerenza – visto che proprio lui aveva ricontattato mister Segafredo chiedendo aiuto – e Morandi assente al cda. E in un colpo solo vengono spazzate via le varie note e contronote emesse in questi giorni dal presidente, che fino alla fine ha detto il contrario di quello che faceva, non ultima la smentita di un contatto tra lo stesso e Saputo risalente a qualche giorno fa, poi implicitamente confermato dal prepotente ritorno in scena del patron dei Montreal Impact.

Fatta un po’ di luce sulla vicenda, restano però incomprensibili modi e tempo di azione di Massimo Zanetti, che ha deciso di tornare ad interessarsi del Bologna proprio nel bel mezzo della trattativa con Tacopina, supplicato da Guaraldi e Morandi. Se sia stata una mossa per alzare l’offerta dell’avvocato newyorchese non lo sapremo mai, certo è che le dichiarazioni rilasciate sabato a Vicenza dal re del caffè (“Potevano prendersi subito il Bologna e versare nelle casse 13 milioni di euro") sanno molto di provocazione e possono essere lette in questo senso. Comunque sia andata, ora bisognerà aspettare al massimo fino al 15 ottobre, data ultima per effettuare il fatidico aumento di capitale. Bologna all’americana, adesso manca davvero poco.

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