ESCLUSIVA TB - Giannitti: "Cremonese deludente, Ascoli rivelazione. Diamanti ok, ma il Cesena dipende troppo da Shpendi. Samp? Solo confusione. Allenatori ‘giochisti' e migliori portieri della B: vi dico tutto"
La sosta per gli impegni delle Nazionali fotografa il primo snodo del campionato cadetto, tra conferme, sorprese e delusioni. Ai microfoni di TuttoB, è intervenuto Marco Giannitti, già ds di Frosinone, Perugia e Ascoli.
Direttore, più sorprendente l’Ascoli neopromosso al quarto posto o la Cremonese in zona playout?
“La Cremonese è la sorpresa in negativo, anche se siamo solo all’inizio, perché ha avuto una partenza ad handicap e ha già cambiato guida tecnica. È pur vero che il campionato è lungo e la classifica in B è sempre corta, quindi c’è ancora tutto il tempo per recitare un ruolo da protagonista. Mentre l’Ascoli è la rivelazione”.
Con l’arrivo di Belotti il Modena ha annullato, o quantomeno ridotto, il gap con le principali candidate al salto di categoria?
“E’ una società che da 2-3 anni sta lavorando per fare qualcosa di importante e con l’inserimento di un attaccante del calibro di Belotti, che se sta bene può spostare gli equilibri, ha ribadito ulteriormente le proprie intenzioni”.
Il Cesena è ancora imbattuto ma la ‘Shpendipendenza’ – il bomber albanese, capocannoniere del campionato, ha realizzato 6 dei 7 gol bianconeri – è un limite strutturale oggettivo.
“Sto seguendo con grande interesse Diamanti, che reputo un allenatore meritevole di considerazione. È chiaro però che nell’arco della stagione dovrà trovare soluzioni alternative a Shpendi, attaccante che in B fa la differenza, sul quale poggia praticamente tutto il peso offensivo della squadra”.
La Juve Stabia può risentire della bufera che ha coinvolto l’ormai ex presidente Alfredo Guerri?
“Non conosco le dinamiche interne, ma è uno scossone che potrebbe minare la serenità della squadra…”.
La Sampdoria vince (col Catanzaro), ma non convince: il quartultimo posto in classifica parla chiaro.
“La stranezza della Samp è che da tre anni a questa parte c’è sempre un po’ di ambiguità frammista all’incapacità di creare un asset importante: non è possibile cambiare ogni anno 20 giocatori e avere un monte ingaggi fuori categoria. Se prima non si costruisce un’ossatura importante di giocatori di Serie B e una precisa mentalità, non si crea senso di appartenenza e si finisce per fare solo confusione”.
Gorgone in difficoltà a Catanzaro (4 ko in 5 giornate), eppure la società ha confermato la fiducia nel tecnico capitolino. Che a questo punto, però, ha esaurito i bonus…
“Conosco molto bene Giorgio, che è stato con me a Frosinone: so che allenatore è e soprattutto quello che può dare. Certo, nessuno si aspettava una partenza così ad handicap da parte del Catanzaro, specie dopo aver accarezzato il sogno della promozione in Serie A nella sfortunata finale playoff persa contro il Monza, ma Gorgone è un ragazzo intelligente e un bravo allenatore perciò ritengo che la società abbia fatto la scelta giusta confermandogli la fiducia. Ora però dovrà trovare in fretta quell’equilibrio in grado di riportare i giallorossi sulla retta via”.
Inzaghi a parte, noto 'risultatista', ai vertici della classifica ci sono tutti allenatori ‘giochisti’ (Possanzini, Modesto, Tomei…): solo casualità?
“Sono tutti allenatori che già avevano acceso una lampadina nelle rispettive squadre e oggi hanno il vantaggio di lavorare in società che non mettono pressione. Stanno dimostrando il loro valore e vanno attenzionati, anche in prospettiva di un possibile approdo in Serie A”.
A proposito: quali sono le favorite per la promozione?
“Il Palermo innanzitutto. Poi le tre retrocesse, che sono partite a rilento ma arriveranno. Senza dimenticare che la B ogni anno riserva una sorpresa…”.
Da ex portiere, qual è il suo personalissimo podio degli estremi difensori della cadetteria?
“Metto al primo posto Chichizola, ottimo portiere che ho avuto a Perugia e al quale mi lega un affetto sincero. Poi direi Klinsmann del Cesena, portiere in grande ascesa ma purtroppo bloccato da un grave infortunio; un peccato. Infine Pigliacelli, che nonostante il momento delicato del Catanzaro è sempre una certezza”.


