Bologna, Accardi vuole adottare Mbaye: "E' come un figlio"
Una bella storia che arriva dal mondo del calcio: il procuratore Beppe Accardi sta avviando le pratiche per adottare Mbaye, giocatore dell'Inter in prestito al Bologna.
Accardi ha raccontato la storia di Mbaye in un'intervista al Corriere dello Sport: "Lui mi chiama Capo, mia moglie Antonella invece la chiama mamma. Gli ho detto: sulla maglia devi mettere Mbaye-Accardi. Mia moglie è intervenuta: no, devi scrivere Mbaye-Vaccari. Ci vogliamo bene. Ibra è uno di noi, è cresciuto con me, mia moglie e le mie figlie, Naomi, di 23 anni, e Talita, di 28. Ci conosciamo da sei anni, quando non è in giro dorme a casa, a Medolla".
L'agente, riporta Sportmediaset, che ha fatto arrivare Mbaye all'Inter con l'intermediazione di Mourinho e ha dovuto dire di no ad una grossa offerta di Sabatini quando ancora era ds del Palermo, ha però specificato che non vuole sostituirsi al suo padre naturale: "Suo padre lavora in Italia, lo chiamiamo Chico, sua mamma è rimasta in Senegal. Suo padre un giorno gli ha detto: Ibra, ricordati una cosa: considera Beppe come un padre perché quello che sta facendo per te non sono riuscito a farlo nemmeno io. Io non voglio sostituirmi al padre, tutt’altro; ma Ibra è uno di noi, lo considero il figlio maschio che non ho avuto".
In chiusura Accardi ci ha tenuto a precisare: "So già che qualcuno ci speculerà sopra e dirà che ho i miei vantaggi a fare questo ma credimi, nei casi d’adozione sono più gli oneri degli onori. Voglio equipararlo alle mie figlie, perché lo sento come un figlio, tutto qua. Proposi la cosa e mi disse, Capo, sarebbe bellissimo...".


