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Vicenza. una salvezza costruita fuori

Vicenza. una salvezza costruita fuori
autore
Francesco Rossi
venerdì 4 giugno 2010, 12:39Vicenza

Il campionato è finito, i numeri fotografano molto bene il cammino di una squadra che ha rischiato sino all'ultima giornata. Decisivo l'apporto di Sgrigna

Bilancio stagionale in chiaroscuro, a fare la differenza sono state le 7 vittorie conquistate lontano dal Menti e i pochi gol subiti

03/06/2010e-mailprint

A

La gioia dei biancorossi dopo la rete segnata da Gavazzi all'Arechi di Salerno. I sette colpi esterni messi a segno dal Vicenza sono stati decisivi per la conquista della salvezzaNon appena sarà più chiaro chi guiderà la società nella prossima stagione e con quali programmi, si potrà cominciare a costruire il progetto tecnico del nuovo campionato. Magari tenendo in considerazione pregi e difetti del torneo appena concluso, che emergono chiaramente attraverso l'interpretazione dei numeri dell'ultimo torneo. Alcuni sono molto indicativi.

40

I GOL SEGNATI

Di media neppure una rete a partita (42 le giornate di campionato). Poco, il Vicenza ha segnato troppo poco. Di meno soltanto il Modena (39 centri), alla pari il Piacenza e la derelitta Salernitana. È dunque mancata la capacità realizzativa, alla squadra nel suo complesso, non solo all'attacco.

Un esempio? È andato direttamente in serie A il Cesena il cui miglior cannoniere è stato Do Prado con appena 9 reti, ma la formazione romagnola è riuscita a farne 55 in totale. Cioè: non sempre è necessario il superbomber, se c'è è un vantaggio, ma si può segnare tanto anche senza. In ogni caso ecco un problema che la stagione lascia in eredità al Vicenza che verrà: se si vuol fare di meglio, serve qualcosa di più in avanti.

41

I GOL SUBÌTI

Anche in questo caso, sotto media, cioè neppure un gol incassato a partita. Ma stavolta, naturalmente, è un titolo di merito. Il Vicenza ha beccato poco, davvero poco. Di meno soltanto il Cesena neopromosso in A (29 gol al passivo) e il Torino (36) che il salto di categoria sta provando a farlo ai playoff (i granata sono al momento impegnati nella doppia sfida con il Sassuolo).

Dunque la fase difensiva è stata il fiore all'occhiello del campionato biancorosso, e non è stato un successo solo del reparto arretrato. Il risultato è stato reso possibile dalla disciplina tattica e dall'impegno con cui tutti hanno partecipato alla difesa, a cominciare dagli attaccanti. Un buon punto da cui ripartire l'anno prossimo.

17

I PAREGGI

Il Vicenza ha chiuso in parità più di un terzo delle partite di questo campionato. Solamente il Mantova, retrocesso in Prima divisione, è andato oltre con 18 gare pareggiate.

Sono serviti anche questi punti per arrivare a quota 53 e salvarsi, è chiaro. Il problema però è stato che ben 13 di questi 17 pareggi sono arrivati al Menti. Un doppio problema. Da un lato le mancate vittorie hanno impedito un cammino più tranquillo se non più ambizioso in classifica. Dall'altro i troppi pareggi hanno deluso i tifosi, contribuendo ad incrinare il feeling con la squadra. Il Vicenza dovrà anzitutto riconquistare il Menti, in tutti i sensi.

7

I COLPI ESTERNI

I biancorossi si sono salvati centrando la vittoria all'ultima giornata sul campo della Salernitana ed è stato un risultato che ha sicuramente rispecchiato la stagione. Il Vicenza infatti deve ringraziare l'ottimo rendimento in trasferta se è rimasto in serie B. Lo dicono chiaramente due numeri: 5 partite vinte in casa e ben 7 fuori. Il settebello di Maran? Reggina, Brescia, Crotone, Padova, Gallipoli, Frosinone e Salerno i campi su cui il Vicenza ha fatto bottino pieno.

La grande differenza tra rendimento in casa e fuori segnala l'ennesima contraddizione della stagione da poco conclusa, come per i gol fatti e subìti: insomma un Vicenza a due volti. E non va bene, perché il campionato cadetto premia regolarità ed equilibrio di rendimento: ecco dove è necessario migliorare.

6

I PUNTI DI SGRIGNA

Punta di diamante dell'attacco biancorosso, Sgrigna ha superato il bottino della stagione precedente (12 reti rispetto alle 10 del 2008-09) e ha battuto anche il suo record personale di segnature in un'annata. Ma soprattutto i suoi gol hanno avuto un peso specifico importante, decisivo nella salvezza.

Sono 6 i punti che Sgrigna ha regalato da solo al Vicenza: successi per 1-0 in casa con il Torino e sempre per 1-0 a Brescia e a Frosinone. Partite in cui la differenza fra tre pareggi e tre vittorie, cioè fra 3 e 9 punti l'ha fatta proprio la qualità individuale di Sgrigna.

L'attaccante ha allungato il suo contratto al 2013, ma non mancano richieste dalla A: se andrà via, il nuovo Vicenza si ritroverà con un vuoto da colmare.

25

I GIORNI DI CRISI

Tra il 20 marzo e il 13 aprile il "buco nero" della stagione del Vicenza, il momento in cui la squadra, non lontana dalla zona playoff, ha visto cambiare il suo campionato e s'è ritrovata in zona playout.

Prima tre sconfitte di fila in una settimana a Cesena, con il Crotone e a Mantova. Quindi, dopo il passaggio della guida tecnica da Maran a Sonetti, due pareggi in casa con Modena e Ancona, intervallati dalla disfatta di Grosseto.

Solo 2 punti in 6 partite e così dopo il pari al Menti con l'Ancona il Vicenza è rimasto per quattro giorni ai playout, fino al blitz di Frosinone firmato da Maran al rientro, poi si è ripreso, ma ha dovuto comunque sudare la salvezza fino all'ultimo.

3

LE GARE DI SONETTI

In preda al timore di una picchiata all'ingiù, il Vicenza ha cambiato il tecnico dopo il 32° turno, tranne tornare precipitosamente sui suoi passi e richiamare l'allenatore esonerato dopo il 35°. In sostanza Nedo Sonetti ha guidato il Vicenza per appena tre partite, un brevissimo intermezzo tra il Maran-1 e il Maran-2.

La stessa cosa era successa nel 2005 con Viscidi-Bellotto-Viscidi e anche allora il "tecnico della scossa" era rimasto in panchina per appena tre gare. L'esperienza dovrebbe aver insegnato che cambi del genere, quando non resi necessari da un frattura con la squadra (e non era certo il caso di Maran, anzi) non solo non servono ma sono controproducenti.

4

I CROCIATI ROTTI

È stata anche una stagione segnata dagli infortuni, davvero tanti e seri. Sono stati quattro i giocatori vittime di una rottura del legamento crociato del ginocchio: Giani in agosto, ancora in precampionato, poi Minesso, Madonna e Signori. In una sola stagione sono un record.

Hanno pesato molto sul campionato del Vicenza gli infortuni: quelli subìti durante l'anno (basti pensare anche a Zanchi, fuori dall'inizio di gennaio fino alla fine), ma anche quelli (sempre la rottura del crociato) da cui dovevano recuperare parecchi dei giocatori in rosa: Bernardini, Paonessa, Litteri, Sestu.

Una squadra in buona salute sarà d'aiuto il prossimo anno.

riproduzione riservata

 

Fonte ilgiornaledivicenza