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Vicenza, Sasa la "prima" da rivale

Vicenza, Sasa la "prima" da rivale TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
venerdì 14 ottobre 2011, 12:10Vicenza

Ci sono giocatori che si fanno stimare ed apprezzare pur restando per poco tempo in una squadra, giocatori che dimostrano con i fatti il loro attaccamento alla maglia, uno di questi è senza dubbio Sasa Bjelanovic. L'attaccante croato oggi gioca nel Verona e sabato sarà avversario, ma questo non intacca il ricordo positivo che ha lasciato dentro e fuori dal campo.

Nella partita giocata contro il Torino l'attaccante in un contrasto aereo si è fratturato il setto nasale, ma ora sta meglio. «Va abbastanza bene, certo un po' di dolore c'è, comunque contro il Torino sono poi uscito al 10' del secondo tempo e una volta a Vicenza sempre con la frattura al naso sono riuscito a disputare tutta la gara» ricorda sorridendo. Poi Bjelanovic spiega: «Se dovessi giocare sabato al Menti non credo proprio che metterei la mascherina perchè dà solo fastidio».

Come sta andando a Verona?

«Benino, sono arrivato all'ultimo giorno di mercato ed ero fermo da un po' di tempo quindi ho dovuto recuperare in fretta, oggi mi manca ancora un po' di continuità però ho già segnato due gol, insomma non mi posso lamentare».

E la squadra?

«Stiamo facendo abbastanza bene, peccato che abbiamo sbagliato l'ultima gara con il Torino, per questo vogliamo rifarci subito e il derby è il miglior modo per riprendersi».

L'allenatore è Andrea Mandorlini, un ex pure lui, personaggio scomodo a tutti gli effetti.

«Beh credo che ormai lo si conosca, di sicuro è uno molto impulsivo, è istintivo, però è anche sincero, forse troppo, a volte sarebbe meglio mediare o stare zitti, lui proprio non ci riesce e pensare che possa cambiare è assurdo».

Lei è stato con Mandorlini anche in Romania lo scorso anno.

«Sì, da Vicenza sono finito in Romania, prima non lo conoscevo proprio il mister, assieme siamo stati solo due mesi, ma sono bastati perchè si creasse feeling, c'è stima tra noi, anche se ad essere sincero io mi sono trovato bene quasi sempre con tutti i miei allenatori».

Quella volta lei lasciò Vicenza dicendo: fosse stato per me non sarei mai andato via.

«Esatto, ma sono cose passate».

Come andò?

«Semplice, in società ritennero che era arrivato il momento di cambiare, ci sta, capii da solo che non rientravo più nei piani già verso la fine del campionato».

Le è dispiaciuto?

«Sì anche se nel calcio sono cose normali, però visto il rapporto che c'era mi aspettavo magari di avere un colloquio, che qualcuno mi spiegasse in faccia le cose, comunque quell'anno siamo andati via in tanti».

Veniamo al presente, situazione delicatissima quella del Vicenza.

«L'ho visto giocare in televisione, quando ci sono stati anticipi e posticipi, posso solo dire che ad inizio campionato non me lo sarei mai aspettato, oltretutto avevo letto che con l'arrivo di Baldini si era creato uno spirito positivo, che voleva un gioco d'attacco».

Va bene, ma quando l'ha visto giocare che idea si è fatto?

«Che ci siano problemi si vede, però da fuori è impossibile capire cosa possa essere successo».

Si sente ancora con qualcuno dei biancorossi?

«A parte che sono rimasti in pochi, però sì, sono rimasto in contatto con Gavazzi, Giani, Minieri, ma in questa settimana no, non è il caso».

È la sua prima volta da avversario?

«Sì, mi fa piacere tornare al Menti, però per me alla fine dovrà essere una gara come tutte le altre, un professionista serio deve dare il meglio per la sua squadra e io spero, se giocherò, di segnare e di vincere, se non lo dicessi sarei un falso».

Con il Verona è un derby molto sentito, tifoserie rivali, spesso da scintille.

«Lo so, non si pigliano per nulla tra veronesi e vicentini, oltretutto da qualche anno 'sto derby non si faceva perchè noi non si era in B... che dire? Queste gare sono più belle, più sentite, si respira proprio un'aria diversa, allo stadio c'è un tifo caldo, forte, in campo si avverte, però come sempre tutto deve restare dentro i confini della sportività».

Intanto in Coppa Italia avete vinto...

«Io non c'ero ancora, non so nulla di quella gara, come ho detto prima sono arrivato all'ultimo giorno di mercato».

Come giocate?

«Soprattutto col 4-3-3, il gruppo è cambiato poco rispetto all'anno precedente, dunque gli automatismi sono già buoni, per me l'inizio positivo è dovuto anche a questo». 

Fonte Giornale di Vicenza