Vicenza, sale la febbre derby
Cenerentola contro principessa, che derby che si annuncia. O anche Davide contro Golia. Magari fa venire il pancia, ma tocca ammettere che il Verona di oggi guarda il Vicenza come da un grattacielo: sono 57 punti contro 29, praticamente il doppio. Guarda te la strada che ha fatto Mandorlini dal giorno di quella sfida di coppa Italia vinta al Menti in agosto, quasi l'annuncio di un campionato che in riva all'Adige neanche il più sfegatato sognava per la neopromossa.
VISTA SULLA A. Tanto per metterci la ciliegina è successo che lunedì sera il Verona sia andato a strapazzare a casa sua il Torino che a lungo ha comandato la classifica e che è stato ridotto a zerbino dal 4-1 che i gialloblu hanno inflitto a Sgrigna e compagni. Un botto da scuotere la classifica, che adesso vede il prossimo avversario dei biancorossi solo al terzo posto, ad un punto dallo stesso Toro, dietro al Pescara leader. Insomma, il Verona non si accontenta dei playoff, adesso se la gioca per la promozione diretta in A.
TIMORE DELLA C. E il Vicenza? Un punto balla anche qui, ma è l'esiguo margine di vantaggio che la squadra di Beghetto ancora conserva sull'Empoli, quintultimo e allo spareggio-salvezza con il Gubbio se il campionato fosse finito oggi. Dunque se gli avversari di sabato sognano la A, i tifosi biancorossi hanno capito che anche quest'anno dovranno convivere, probabilmente fino in fondo, con lo spettro della C. E le premesse del derby, per il Vicenza, sono un bel po' diverse: alle spalle due sconfitte di fila, una a Varese ancora sotto la gestione di Cagni e quella con il Grosseto in casa alla prima di Beghetto.
IL NUMERO 11. Abbruscato e compagni non festeggiano una vittoria dal 10 dicembre, vale a dire che sono passati oltre tre mesi e il digiuno continua. E se almeno la squadra fosse malata di pareggite sarebbe già qualcosa, invece è peggio. Il Vicenza perde con preoccupante regolarità e incassa gol con una puntualità svizzera dall'inizio del girone di ritorno, quando sono tramontati in fretta i sogni alimentati a Natale.
IL NUMERO 9. Il Verona invece, che sabato (inizio alle 15) attende al Bentegodi i biancorossi, ha vinto le ultime 9 partite giocate sul suo terreno, dove è sospinto da un grande pubblico e ha costruito la rincorsa alla zona di vertice. Un altro dato che sembra rendere la trasferta un trappolone per una difesa che non è esattamente d'acciaio: il Verona in casa ha sempre segnato almeno un gol. Insomma, vista così per Beghetto e i suoi pare annunciarsi quasi una missione impossibile, ma il Vicenza non ha scelta, deve battere anche il pronostico e portare di nuovo a casa punti.


