Vicenza, Plasmati: "C'è qualità, ma c'è anche da zappare"
Altro che passo indietro, la gara persa a Bari per il Vicenza è stata un fermo immagine che si spera di non rivedere più. L'unico modo per spazzare via i dubbi come sempre è convincere sul campo e dunque la prova nel derby con il Padova è molto attesa e questo lo sa bene un giocatore d'esperienza come Gianvito Plasmati che oltretutto commentando la partita di Bari ammette: «Prestazione senza dubbio sotto tono, ovvio che cercheremo di capire dove si è sbagliato per cercare di rimediare». Il fatto che abbiate reagito solo dopo il gol subìto fa pensare più ad un problema di testa. «Piano, non arriviamo a conclusioni affrettate, nel calcio non esiste la verità assoluta, caso mai si può dire che è un aspetto indicativo aver reagito dopo il gol, ma ci sta». In che senso? «Stavamo giocando così male, forse la nostra peggior gara dall'inizio del campionato, che non ci voleva molto a fare meglio, non solo, ci manca altro che vai sotto e non reagisci... detto questo, credo che possa capitare di bucare una partita e non è il caso di fare drammi, certo prendiamolo come un campanello d'allarme che ci deve servire per drizzare le antenne». Quando vi siete ritrovati a Isola Breda che vi ha detto? «Abbiamo discusso, però è chiaro che quanto succede all'interno dello spogliatoio è giusto che lì rimanga, ovvio che lui si aspetti sempre il meglio dalla sua squadra, così come sta a lui trovare la soluzione». Va bene, allora prendiamola più alla larga: dia un giudizio su quanto avete espresso in queste prime otto gare. «Per me abbiamo fatto discretamente bene, ma si capisce che ci sono le potenzialità per fare meglio». Quindi l'organico è... «Importante, ma dove possiamo a arrivare non lo so, perchè molti giocatori sono arrivati all'ultimo, anzi uno lo dobbiamo ancora conoscere, Laczko, insomma il gruppo si sta delineando in questo periodo perchè non è che il ritiro precampionato si fa tanto per fare. Comunque, visto che non è stato possibile lavorare tutti assieme prima, vorrà dire che si farà di più ora e poi questo in ogni caso non deve diventare un alibi: chiudo dicendo che per me da noi c'è tanta qualità, ma dobbiamo zappare!». Parliamo di lei: il suo ruolo ideale è quello di prima punta.
«Beh per caratteristiche anche fisiche sì, però non ho problemi a giocare in coppia con Malonga e si è visto». Non c'è il pericolo che alla fine rischiate, tra virgolette, di pestarvi i piedi? «Secondo me no e infatti quando abbiamo giocato assieme, a me pare che abbiamo fatto bene». Dica la verità, vorrebbe avere più spazio. «Ogni giocatore lo vorrebbe, è ovvio, è come sfondare una porta aperta, però non sta a me entrare nelle scelte che compie l'allenatore, caso mai sta a me cercare di metterlo in difficoltà facendo il meglio di quello che posso. Ma è chiaro che questo discorso vale per tutti, perchè lo spazio nel rettangolo verde non lo trovi a chiacchiere, ma solo impegnandoti». Parliamo del miniderby col Padova? «Come mini?». Per i vicentini quello vero è col Verona! «Che purtroppo abbiamo perso, però meritavamo di più perchè non si era giocato male, certo si sa il calcio è fatto di episodi e a noi quel giorno non sono di sicuro girati, per tornare al Padova per me è derby e basta». Un giudizio sull'avversaria di domenica? «Ha giocatori importanti, anche se poi nel calcio pure questo conta relativamente, voglio dire che non è il curriculum che ti fa vincere. Certo è formazione costruita per imporsi, equilibrata nei vari reparti, ma questo non deve intimorirci». Conosce qualcuno del Padova? «Certo, con Granoche l'anno scorso eravamo assieme al Varese, con Cutolo al Taranto e con Farias alla Nocerina, tutti bravi». Cosa conta di più in gare di questo genere? «Di solito i derby non sono belle partite, credo che la prima cosa sia saper gestire al meglio la tensione». I tifosi vi stanno sostenendo con passione. «Mi hanno sorpreso in positivo, col Grosseto il loro sostegno per noi è stato fondamentale per riuscire a spingere fino all'ultimo secondo, e non lo dico così per dire ma perchè in campo certe cose le vivi e le senti davvero».


