Vicenza, per Morosini sono 25
L'enfant prodige con il sogno del rientro alla base finora rimasto in canna taglia il traguardo con il quarto di secolo. Venticinque candeline per Piermario Morosini, che anche a questo giro assaggerà una torta con una glassa diversa da quella nerazzurra. Il centrocampista del Vicenza, dopo un'onoratissima trafila nelle giovanili di Zingonia, nonostante le riconosciute capacità tecniche e i rumors di mercato sempre pronti a ronzare nelle orecchie degli addetti ai lavori, a Bergamo sembra proprio destinato a non tornarci mai.
Bergamasco del quartiere Monterosso, Morosini ha pasteggiato a pane e Atalanta sotto l'attenta regìa del maitre-à-penser del vivaio Mino Favini, vincendo uno scudetto nella categoria Allievi nazionali. L'esordio in prima squadra, però, fu reso impossibile dal suo repentino passaggio in comproprietà all'Udinese nel 2005: a 19 anni, ecco la prima stagione da professionista condita da 5 presenze in Serie A (esordio il 23 ottobre 2005 in Udinese-Inter), 3 in coppa Italia e 1 in Coppa UEFA, l'ottavo di finale Levski-Sofia-Udinese. Ma la carriera da zingaro del pallone è appena iniziata: nel 2006-2007 è il turno del Bologna, in B (16 partite), poi nel luglio 2007 i friulani decidono di riscattarlo e passa al Vicenza, sempre nella serie cadetta, che diverrà la sua seconda patria: 66 timbrate di cartellino e 1 gol, e io berici decidono subito di acquisirne la compartecipazione.
Nell'estate del 2009 l'Udinese lo fa tutto suo per una somma per un milione e mezzo di euro, senza però tenerselo stretto: il 31 agosto 2009 il centrocampista va in prestito alla Reggina. Il 1º febbraio 2010 il treno degli avantindré continui lambisce la stazione di Padova: il prestito con diritto di riscatto della comproprietà non viene però escercitato. Nel gennaio del 2011, dopo mezza stagione trascorsa a vedere giocare i compagni in bianconero, ecco il ritorno alla normalità, sempre a titolo temporaneo: ad accoglierlo è ancora il Vicenza. Chissà che prima o poi il ragazzo di Monterosso non trovi la sua strada definitiva. Quella che è nelle sue corde, e che dalla Valdastico si ricongiunge con l'A4. Il patron Antonio Percassi non disegnerebbe di certo uno che, "bergamaschità" a parte, oltretutto ha giocato in Azzurro partecipando agli Europei Under 21 in Svezia nel 2009. Auguroni.


