Vicenza, otto giorni decisivi
Undici partite alle spalle e 7 punti in classifica. Ridotta all'osso è la fotografia di una partenza disastrosa, targata Baldini, alla quale Cagni deve ora porre rimedio. Alle spalle c'è già più di un quarto di campionato e il Vicenza oggi è penultimo, alle spalle il solo derelitto Ascoli, che peraltro sul campo ha conquistato più punti, 9, ma è zavorrato da un -10 di penalizzazione e quindi chiude la fila a -1.
Il misero bottino di 7 punti in undici gare significa che la squadra ha camminato come una lumaca, poco più di mezzo punto a partita. E anche se la stagione è ancora molto lunga è chiaro che la corsa alla salvezza impone, subito, un'impennata, un filotto positivo per avere concrete chance di evitare la retrocessione.
A FORZA DIECI. Dalla partita di sabato a quella che chiuderà il girone di andata il 6 gennaio 2012 al Menti contro la Reggina, ci sono dieci giornate da sfruttare al massimo per cercare di recuperare almeno in parte il terreno perduto.
Il Vicenza è obbligato a cambiare ritmo. Considerata la quota-salvezza a 50-52 punti, dovrà galoppare per arrivare almeno a 25 a metà torneo. Partendo dai 7 punti di oggi significa andare a ritmo più che doppio da qui alla gara con la Reggina.
TRIS SERVITO. Ce la può fare questo Vicenza a invertire la rotta? Intanto non può fallire l'appuntamento con il tris di partite concentrate nei prossimi otto giorni. Si comincia domani in casa contro l'Albinoleffe, poi ci sarà la trasferta di martedì 1 novembre a Castellamare di Stabia e quindi una nuova gara casalinga il 5 contro il Gubbio.
Tutte e tre le prossime avversarie hanno 10 punti in classifica, tre lunghezze avanti ai biancorossi: sono tre autentici scontri diretti per la salvezza. Parlare di appuntamenti decisivi già all'inizio di novembre potrebbe sembrare presto, ma non è così. Al contrario, svegliarsi troppo tardi sarebbe fatale.
OBIETTIVO. I conti si fa presto a farli: servono 6 punti nelle prossime due partite in casa, domani con l'Albinoleffe e sabato prossimo con il Gubbio e uno nella trasferta di martedì a Castellammare. Ecco perché il tris di gare in soli otto giorni è un passaggio decisivo per il futuro della stagione biancorossa, che altrimenti diventerà ben più arduo di una ripida salita quale appare già adesso.
SEGNALI. A rincuorare i tifosi ci sono le ultime tre partite, quelle della gestione-Cagni. La svolta c'è stata: il pareggio a Grosseto, la vittoria con il Verona, il punto sfumato solo per colossale ingenuità a Padova dicono che il Vicenza è un'altra squadra rispetto a quella senza orizzonti di Baldini. Ma ancora non basta.
L'handicap accumulato all'inizio è tale che occorre fare di più, alzare il ritmo, cambiare ancora passo. Cagni lo sa e non è un caso che in settimana abbia provato a lungo un altro modulo, il 4-4-2, rispetto al 4-3-3 con cui di solito fa giocare le sue squadre. C'è bisogno di maggior incisività in attacco, dove il solo Abbruscato non può trascinare la squadra alle vittorie che ora servono.
SQUILIBRIO. Nella scorsa stagione in molte partite il sigillo di Elvis-bomber era sufficiente, era un Vicenza che l'1-0 sapeva portarlo a casa spesso. Quest'anno no. A Cittadella e a Crotone non è bastato fare due gol in trasferta per vincere, col Verona sì, ma è stata l'unica partita.
Il problema è un rendimento difensivo di squadra che finora non ha mai consentito ai biancorossi, in undici giornate, di concludere almeno una volta senza subire reti. Se Cagni, che è stato fior di difensore quando giocava, non riesce a far quadrare i conti in difesa sarà sempre dura, perché essere obbligati a segnare sempre due gol per sperare di vincere non è il massimo della vita per una squadra che fra l'altro in attacco non ha finora alternative di spessore alle reti di Abbruscato.
IL FUTURO. C'è un altro aspetto da considerare. Nell'anno più disgraziato dalla discesa in B, la stagione 2007-08, Gregucci girò a metà campionato a soli 16 punti, ma poi al mercato di gennaio arrivarono giocatori come Zampagna, Bernardini, Fortin e Matteini e comunque il Vicenza alla fine si salvò, senza playout, con soli 45 punti perché in quel campionato dietro andarono così piano da consentire ai biancorossi di tagliare il traguardo pur ad una quota che, prima e dopo, non è mai stata sufficiente ad evitare retrocessione o playout.
La situazione attuale però è tale da far prevedere che ben difficilmente la società, nelle condizioni di oggi, potrebbe permettersi in caso di necessità un ricorso così massiccio e oneroso al mercato di riparazione.
Ed è un altro motivo per cominciare a risalire la china da subito.
VITTORIE. Domani con l'Albinoleffe c'è il primo colpo da battere per prendere la rincorsa e affrontare al meglio i due successivi appuntamenti da non fallire. Il Vicenza è la squadra che vinto di meno, una sola partita con il Verona (ne ha vinte 5 per esempio la Juve Stabia, penalizzata di 6 punti) e senza vittorie non si va lontano.


