Vicenza, non si vince. Ma è una vecchia storia
Sei partite senza vincere vi sembrano tante? È vero, lo sono, e infatti soltanto il Gubbio è a digiuno di successi come il Vicenza. Ma non sono certo nè una novità nè un record nella recente storia biancorossa. Il che magari serve a spiegare meglio, soprattutto a chi è arrivato qui di fresco, il perché della stanchezza e della frustrazione dei tifosi, messi alla prova da anni di recessione calcistica e quindi stufi di sorbirsi il bis e il tris di mediocri film già visti.
Dunque alla squadra di Baldini non sono bastate 6 partite per festeggiare una vittoria, ma a quella di Gregucci, nell'autunno del 2006, ne servirono ben 12 prima di rompere il ghiaccio...
D'accordo, quella era la stagione della B "taroccata" dalla presenza di Juventus, Napoli e Genoa, sbattute al piano di sotto per i tarocchi di vario genere accertati dalla giustizia sportiva e il conto lo pagò subito, dopo cinque partite concluse con un solo punto, il tecnico Camolese. Esonero e chiamata del "guerriero" Gregucci per la scossa e la risalita. Lenta però, ma così lenta che con il nuovo allenatore il Vicenza giocò altre 7 gare senza centrare la vittoria.
Tanto per rinfrescare la memoria, da settembre a novembre 2006: quattro sconfitte, contro Genoa, Juventus, Cesena e Frosinone e un pari, con il Bari, per Camolese; quattro sconfitte, contro Mantova, Bologna, Verona e Spezia e tre pareggi, con Napoli, Pescara e Treviso per Gregucci prima di timbrare la prima gara da tre punti.
Quel Vicenza, che poi si salvò all'ultima giornata, ruppe il ghiaccio alla tredicesima giornata, battendo 2-0 al Menti l'Arezzo con il solito Schwoch (e chi sennò?) ad aprire le marcature e a spianare la strada al successo, trascinando letteralmente la squadra oltre un tabù che ormai pesava come un macigno.
A distanza di cinque anni ci risiamo con il digiuno prolungato e con la falsa partenza in un campionato che si annuncia in salita. E forse oggi pesa ancora di più, proprio perché le aspettative erano ben diverse per questa stagione. Inutile dire che non è il caso di incamminarsi sulla strada di quel Vicenza di Gregucci: come ha ben detto Martinelli la mancanza di vittorie pesa, è un digiuno da spezzare il prima possibile.


