Vicenza, Maran: "Non faccio breccia nella gente"
Sì, il Vicenza ha vinto. Sì, il Vicenza è salvo. Ma è il futuro a tenere banco. E così con Rolando Maran, che ha un altro anno di contratto ma che difficilmente resterà sulla panchina biancorossa, è inevitabile provare a parlare di quello che sarà. Lo spunto viene offerto dai complimenti dei triestini al tecnico, che è un ex e che dalle parti del Rocco ha lasciato un ottimo ricordo.
Maran, è così strano vedere le congratulazioni qui a Trieste mentra a Vicenza molti la considerano quasi un ex...
«Questo lo dite voi», risponde Maran con orgoglio. E poi riprende: «Io sono qui, faccio il mio lavoro con serietà, anche se come tutti a volte sbaglio. Comunque voglio impegnarmi al massimo per conquistare un'altra vittoria e per battere il record di punti degli ultimi anni». (54, quota raggiunta con Mandorlini in panchina, ndr).
Resta il fatto che a Trieste la apprezzano mentre i tifosi biancorossi la contestano. Cosa pensa di tutto questo?
«Non lo so, è davvero paradossale. Forse è il mio carattere, forse è perchè essendo schivo non riesco a far breccia nella gente».
Intanto, comunque, la salvezza è arrivata.
«Sono contento perchè il Vicenza è tornato a fare risultato e una buona prestazione, cosa che non succedeva da un po' di tempo».
E contemporaneamente ha fatto retrocedere la Triestina...
«In realtà le cose non stanno così, la Triestina non è retrocessa a causa di questa sconfitta, le difficoltà nascevano ben prima. Certo, sono dispiaciuto per loro, però noi abbiamo fatto il nostro dovere: intanto non avevamo la matematica certezza di essere salvi, in serie B non si sa mai cosa può succedere, poi eravamo tenuti a onorare il nostro campionato e la nostra maglia».
È quasi finito un campionato che ha visto il Vicenza a lungo in zona playoff, o comunque nella parte medio-alta della graduatoria. Rimpianti?
«Certo. Abbiamo disputato un campionato per tre quarti sopra la righe e poi, quando è stato il momento di capitalizzare, non siamo riusciti a farlo. Quel che dispiace è che il periodo buio sia arrivato proprio nel momento più sbagliato».
Insomma, un'occasione persa. O no?
«Intanto non dimentichiamo che l'obiettivo iniziale era quello di conquistare la salvezza con tranquillità. La certezza matematica è stata raggiunta dopo questo incontro, però virtualmente il traguardo era stato raggiunto da tempo».
E allora cos'è mancato per fare quel passo in più?
«I bilanci li faremo a fine stagione. Intanto pensiamo a chiudere bene».
Sì, ma quel periodo buio...
«Non siamo stati benissimo. C'erano tensione e poca sicurezza nei propri mezzi. E le cose non miglioravano neppure cambiando moduli e giocatori, quindi evidentemente c'erano difficoltà di altro genere. Fa parte, del resto, del normale processo di crescita di una squadra giovane come la nostra. I periodi difficili vanno affrontati, non basta arrabbiarsi e sbattere la porta»


