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Vicenza, Malonga si ferma e si fatica a fare gol

Vicenza, Malonga si ferma e si fatica a fare gol TuttoB.com
© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it
autore
Cristiana Serangeli
martedì 9 ottobre 2012, 11:11Vicenza

Niente gol. E il Vicenza di Breda, per fortuna, non ci è abituato. Se si considera un'eccezione la partita di Modena con il Sassuolo (0-0), una gara molto particolare nel suo andamento, anche perché era la seconda della settimana con i tre incontri, a Bari per la prima volta i biancorossi non sono riusciti a segnare. Un episodio? Può darsi, c'è da sperarlo. Ma la tendenza dice che dopo un inizio scoppiettante la squadra ora fa più fatica a trovare la via della rete.

NUMERI. Due conti aiutano. Nelle prime cinque gare di campionato il Vicenza ha realizzato 10 reti, vale a dire ha bucato le difese avversarie alla media di due volte a partita. Ricapitoliamo per avere una fotografia più esatta: sconfitta per 2-1 a La Spezia, vittoria interna per 3-1 con il Cesena, pareggio a Castellammare per 1-1 e poi nelle due successive sfide al Menti 2-3 con il Verona e 2-2 con il Brescia. Certo, tanti gol presi ma anche realizzati. E poi?

NUMERI/2. Poi è successo che nelle ultime tre partite il Vicenza ha segnato soltanto due gol: 0-0 con il Sassuolo, 2-1 con il Grosseto, 1-0 a Bari. Media: 0,6 a gara. Chiaro, contano anche gli avversari. Il Sassuolo è primo e solo, con l'invidiabile ruolino di 7 vittorie in 8 giornate e il Bari senza la penalizzazione sarebbe secondo con 17 punti. Detto ciò, una certa maggior fatica non solo nell'andare a rete ma anche nel costruire azioni da gol si è notata.

FINALE. Per essere obiettivi fino in fondo va aggiunto infatti che gli unici due gol nelle ultime tre gare sono stati segnati nei minuti conclusivi della sfida con il Grosseto, che conduceva al Menti fino al 43' della ripresa. Poi Plasmati ha pareggiato, ma ribattendo in rete una palla respinta dal palo e Pinardi ha raddoppiato, ma su rigore. Insomma su azione manovrata il gol non è arrivato. Il Vicenza uno ne aveva anche realizzato a Bari, ma in fuorigioco ed è stato annullato a Giacomelli.

BOMBER. E allora vale la pena chiedersi perché la squadra abbia smarrito quella fluidità di gioco che la portava molto spesso a infilare la porta avversaria ma anche a giocare una fase offensiva brillante. E qui entra in scena Malonga. Il francese s'è presentato al debutto con una doppietta alla sua ex squadra, il Cesena, e poi ha continuato a far centro ad un ritmo perfino sorprendente: gol alla Juve Stabia, gol al Verona e gol a Brescia. Cinque centri che gli avevano permesso di diventare capocannoniere della B. Poi la frenata, coincisa con le difficoltà di tutta la squadra. Non è certo un caso.

ALTERNATIVE. Non appena Malonga si è fermato, ed era anche prevedibile che potesse avvenire visto che non ha svolto la preparazione con la squadra e la sua condizione atletica potrebbe dunque non essere quella dei compagni, ha rallentato il Vicenza. È emerso immediatamente un problema per Breda e cioè la mancanza in organico di un goleador in grado di supplire ad un calo di forma del francese. Plasmati ha realizzato finora un solo gol, quello peraltro decisivo contro il Grosseto, ma deve ancora trovare continuità di rendimento e forse la squadra deve ancora capire come sfruttare al meglio le sue doti nell'area avversaria. Giacomelli ha firmato il suo primo ma anche unico gol a La Spezia al debutto e poi, come e più di Plasmati, non ha avuto molto spazio in squadra. INCURSORI. In questi casi, se si ferma il cannoniere, sarebbe importante avere in rosa centrocampisti offensivi capaci di inserirsi e di finalizzare e anche avere a disposizione soluzioni efficaci su palla da fermo, calci d'angolo ma anche punizioni. Il Vicenza ha avuto due reti da Pinardi, ma entrambe su rigore, una da Misuraca e una da Gavazzi. Un apporto importante, ma legato spesso a fattori episodici, ad azioni personali più che allo sviluppo di una manovra in grado di mandare in gol i centrocampisti.

ESTERNI. Nel 3-5-2 che dall'avvio della stagione è il modulo di riferimento di Breda gli esterni hanno un ruolo determinante nella doppia fase. Devono saper contribuire alla fase difensiva ma anche alimentare quella offensiva. La difficoltà può nascere quando l'avversario sa spingere con forza sulle fasce, come è successo ad esempio anche a Bari: in quel caso gli esterni biancorossi, di solito Gavazzi e Di Matteo, sono costretti a fare più i terzini che le ali e alla squadra, in particolare alle punte, viene spesso a mancare il necessario sostegno. Indispensabile ad esempio se l'attaccante centrale è Plasmati, che ha bisogno di palloni alti crossati dalle corsie.

EX DORIANI. Tra le soluzioni alternative per ridare slancio alla pericolosità offensiva del Vicenza c'è anche l'utilizzo di un giocatore eclettico e dotato sul piano tecnico come Semioli. Al San Nicola è stato lui a trascinare la squadra nel tentativo, non riuscito purtroppo, di rimonta. L'ex doriano può andare alla conclusione ma anche dettare l'assist e partecipare con il suo estro e la sua rapidità alla costruzione dell'azione. E in quest'ultimo compito, cioè nell'organizzare la manovra d'attacco, anche l'altro ex doriano, Padalino, può avere un ruolo importante non avrà recuperato dall'infortunio. Domenica alle 12,30 al Menti arriva il Padova e sicuramente Breda durante la settimana lavorerà per ridare smalto all'azione offensiva biancorossa in vista di una sfida dai risvolti importanti, anche al di là del risultato.

Fonte Il Giornale di Vicenza