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Vicenza la grinta di Maran:"Deve essere un Vicenza guerriero"

Vicenza la grinta di Maran:"Deve essere un Vicenza guerriero" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Francesco Rossi
giovedì 17 giugno 2010, 11:45Vicenza

 Parla il tecnico confermato con un contratto biennale. L'allenatore deciso a ribaltare il rendimento al Menti «Dobbiamo ricostruire il feeling con i nostri tifosi»

Rolando Maran è contento e orgoglioso del contratto di due anni con il Vicenza ed è pronto a tuffarsi con entusiasmo nella nuova avventura Il tecnico vuole un Vicenza capace di vincere molto di più al Menti Quando era stato esonerato, il 28 marzo, chi poteva pensare che sarebbe stato richiamato dopo sole tre partite (tanto è durato l'interregno di Sonetti)? Ma soprattutto nessuno avrebbe mai immaginato che meno di tre mesi dopo Rolando Maran sarebbe stato non solo confermato alla guida del Vicenza ma addirittura con due anni di contratto. Ed invece è proprio quello che è successo.

Maran, ricorda? Le avevano chiesto se aveva provato la sensazione di essere all'addio uscendo dal campo alla fine dell'ultima partita al Menti. E lei aveva risposto: «Spero davvero che sia un arrivederci». È stato proprio così.

«Sì, ed è stato un grande piacere, perché volevo ripartire da Vicenza: chiudere con la salvezza all'ultima giornata mi ha lasciato l'amaro in bocca, tanto più che non ha rispecchiato assolutamente quello che pensavo di poter dare con la mia squadra. Al di là del fatto che la permanenza in B con il passare delle settimane era diventata abbastanza problematica».

Certo che è una situazione un po' particolare: lei ha firmato un biennale, ma anche Nedo Sonetti ha il contratto. Come ha vissuto questa situazione?

«Da spettatore, a me la società dopo l'ultima gara del campionato ha chiesto di aspettare, di non prendere altre decisioni perché dovevano sistemare alcune situazioni e io in serenità ho aspettato».

Detto questo, oggi il contratto di Sonetti è tuttora in essere: le crea qualche problema?

«No assolutamente, anzi il fatto che la società mi abbia voluto comunque è ancora più una dimostrazione di stile».

Una società che sta per vendere non solo si impegna a prendere un allenatore, ma addirittura gli fa un contratto biennale: ha colpito un po' tutti.

«Questo mi dà ancora più responsabilità e orgoglio, perché vuol dire che si è deciso di puntare su di me e Cristallini ed è un segnale importante».

Però non la preoccupa il fatto di essere scelto da una proprietà che magari tra un mese non ci sarà più perché potrebbero subentrare nuovi soci?

«Io sono sicuro che se si è arrivati a puntare su di me con un contratto biennale, evidentemente c'è già una visione globale del progetto».

Il suo staff è completamente cambiato, Maraner e Bellè hanno fatto altre scelte. Pare che saranno Perin e Vaccariello i suoi nuovi collaboratori.

«Ancora niente è stato deciso, però senza dubbio è vero che sono stati avviati sondaggi con queste due persone. Perin peraltro è un amico, ci conosciamo da tempo, ha tutta la mia stima, adesso dobbiamo verificare la loro disponibilità. Comunque chi verrà senza dubbio dovrà sostituire due persone validissime come Maraner e Bellè cui sono legato da stima e affetto: hanno scelto strade diverse, auguro loro ogni fortuna».

A un certo punto era girata anche la voce che Maran è... Sgrigna-dipendente e quindi che per restare avrebbe chiesto la conferma del bomber.

Sorriso del tecnico che spiega: «No, un allenatore non può dipendere da un giocatore, ma questo vale in generale, non solo per me, non avrebbe senso una posizione del genere. Il che nulla c'entra col fatto che per me Ale sia un ottimo giocatore e quindi che io lo stimi come persona e atleta».

Si gira pagina, inizia la nuova avventura: con quali programmi?

«Innanzitutto nei momenti precedenti alla firma del contratto sentivo di avere un enorme entusiasmo nel ripartire ed è forse anche strano, ma ciò che più mi stimola è proprio il fatto di rimettermi in gioco in modo totale qui a Vicenza, perché sono convinto che si può dare qualcosa di più».

Va bene, e quindi quali sono i suoi progetti?

«Dobbiamo cercare di prepararci ad avere uno spirito battagliero, far bene e far crescere i giovani».

C'è qualche punto fermo nella rosa dell'anno scorso o no?

«Cristallini valuterà le varie situazioni, mi fido in modo totale del suo operato perché lo conosco e già nella passata stagione si è mosso al meglio delle possibilità che aveva. In questo momento peraltro è difficile capire quello che succederà, però sono sicuro che alla fine Cristallini riuscirà a mettermi nelle condizioni di allenare una squadra competitiva».

Lei non si sbilancia, ma pare che ci sarà uno stravolgimento della rosa, in ogni caso destinata a cambiare parecchio.

«Non so, siamo solo agli inizi, di sicuro dovrebbe essere una rosa più snella ma questo forse consentirà di lavorare meglio. Comunque parto tranquillo, perché, ripeto, so qual è la professionalità di Cristallini e ormai io qui a Vicenza conosco le persone e l'ambiente e quindi sono abbastanza sereno».

Diamo uno sguardo alla nuova B: si aspettava quelle retrocessioni?

«Beh no, mi avessero detto che scendeva la Triestina... io l'avevo indicata addirittura come candidata ai playoff, però ad essere sincero mi ha stupito che anche il Padova sia finito ai playout: avevano entrambe investito tanto e per un altro tipo di campionato».

E le promozioni? Hanno rispecchiato i valori?

«Certo il Cesena è stato la vera sorpresa, ha disputato una stagione strepitosa, però avrebbe meritato altrettanto anche il Cittadella, senza nulla togliere al Brescia».

Questa nuova serie B, così come si è delineata, sarà più o meno competitiva?

«Siamo ancora all'inizio del mercato, vedremo come si muoveranno le società, comunque di sicuro le neoretrocesse avendo un budget più alto a disposizione si possono muovere meglio, anche se ormai mi pare che da parte di tutti ci sia un'attenzione sempre maggiore ai bilanci e questo è inevitabile visto come vanno le cose».

Ai tifosi cosa vuol dire?

«Che dobbiamo ripartire con uno spirito battagliero, lo scorso anno soprattutto in casa a volte ci è mancato, questo spirito invece dobbiamo ritrovarlo per ricostruire il feeling con i nostri tifosi, per dare loro delle soddisfazioni».

Tra meno di un mese si riparte, intorno alla metà di luglio inizierà il ritiro e dunque...

«Sono contento, non vedo l'ora di partire, la mia è stata una scelta voluta perché avevo altre richieste, ma i colori biancorossi mi hanno conquistato e a questi colori voglio dare senza dubbio di più».