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Vicenza, la difesa di burro ora è blindata

Vicenza, la difesa di burro ora è blindata TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
giovedì 15 dicembre 2011, 14:29Vicenza

Sembrava proprio il tallone d'Achille della squadra. Di più: un reparto con un vizio d'origine. Del "famoso" terzino destro mancato all'appello del mercato estivo e ancora dell'assenza in organico di un centrale rapido di gambe s'è parlato a lungo. E si diceva che essendo difetti di struttura sarebbe stato difficile rimediare.

Invece succede che proprio la difesa è diventata blindata. Uno dei punti di forza della risalita targata-Cagni.

Questa sì una sorpresa, perché se Abbruscato smette di segnare per qualche partita non dubiti che prima o poi tornerà a farlo regolarmente, ma che la difesa biancorossa potesse trasformarsi da colabrodo in cassaforte non l'avrebbe detto nessuno.

I numeri lo dicono con chiarezza. Nelle ultime cinque partite il Vicenza ha subìto appena 3 reti e due di queste in una sola partita. E volendo precisare ancora: di questi 3 gol al passivo uno è stato incassato su rigore (a Nocera) e un altro è stato in realtà un autogol con il Pescara (tiro di Soddimo deviato da Martinelli).

Dunque al tirar delle somme l'ex difesa di burro ha preso un solo gol su azione (sempre a Nocera) nelle ultime cinque partite. Mica male no? A maggior ragione considerando che tre di queste gare sono state giocate in trasferta, dove più alto è il rischio di dover subire la pressione degli avversari e quindi di poter beccare gol. E invece a Genova contro la Sampdoria e a Modena il Vicenza ha vinto entrambe le gare senza incassare gol: 1-0 a Marassi e 3-0 al Braglia per i biancorossi. L'unico viaggio in cui il reparto arretrato di Cagni è sembrato tornare quello di inizio stagione è stato quello a Nocera, dove è finita 2-2 grazie alla doppia rimonta nell'ultimo quarto d'ora.

Delle ultime cinque gare due sono state disputate al Menti: sabato con l'Empoli i biancorossi hanno chiuso indenni sull'1-0 e con il Pescara stava finendo allo stesso modo se non ci fosse stata la deviazione di Martinelli.

Ma come ha fatto la difesa del Vicenza a diventare un punto di forza della squadra? Viene subito in mente un nome: Frison. Un portierone del genere (basti ricordare a titolo di esempio il rigore parato a Grosseto a tempo scaduto e il tiro neutralizzato a Coralli nel finale della partita con l'Empoli) abbassa da solo la saracinesca, si potrebbe dire. Ma non basta Frison a spiegare la metamorfosi, lui c'era anche all'inizio del campionato, quando i biancorossi incassavano puntualmente almeno una rete a partita.

Sotto la gestione-Baldini, 8 partite, mai una chiusa senza prendere gol. Ma pure con Cagni non è che inizialmente sia andata tanto meglio: altre 6 gare nelle quali Frison almeno in un'occasione ha dovuto raccogliere palla in rete. La svolta a Genova con la Samp, i primi 90' conclusi con la porta inviolata.

Di certo è migliorato il rendimento a livello individuale dei difensori ma soprattutto è la squadra che ha imparato a difendere meglio nel suo complesso, più compatta, in grado di coprire bene le posizioni in ripiegamento. E soprattutto capace di sacrificio: lo ha sottolineato per esempio Martinelli, parlando del lavoro svolto dai compagni nella partita con l'Empoli, a cominciare da Paolucci e passando per i centrocampisti.

Certo la difesa blindata è un altro bel frutto della serie utile di 6 partite che i biancorossi sono decisi ad allungare sabato a Bari.

Fonte Il Giornale di Vicenza