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Vicenza, l'impresa è di quelle complicate

Vicenza, l'impresa è di quelle complicate TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Mattia Vavassori
mercoledì 6 giugno 2012, 23:33Vicenza

L'impresa è di quelle complicate. Il Vicenza, dopo il pareggio a reti bianche del Menti, deve per forza vincere l'incontro di ritorno al Castellani di Empoli (venerdì con fischio d'inizio alle 20.45) per rimanere in serie B: colpa di una classifica che a fine campionato ha visto i toscani chiudere davanti ai biancorossi, e dunque ora li avvantaggia in caso di pareggio, indipendentemente dal numero di gol segnati. Impresa complicata, si diceva, ma non impossibile. C'è infatti chi l'ha portata a termine con successo partendo da premesse identiche: quart'ultimo posto al termine della stagione regolare, e pareggio per zero a zero in casa nell'incontro d'andata. Non serve nemmeno andare molto lontano quanto a chilometri e anni, perché a centrare il colpaccio è stato il Padova, corsaro a Trieste con un clamoroso 0-3 il 10 giugno 2010 dopo lo 0-0 dell'Euganeo. A voler cercare le analogie “incoraggianti” per il Vicenza, anche quel Padova era guidato da un tecnico che era stato esonerato e poi richiamato come Gigi Cagni, Carlo Sabatini, e tra le sue file annoverava tre ex giocatori del Vicenza (Faisca, Trevisan e il compianto Morosini), oltre al trequartista Andrea Rabito, vicentino di nascita e di tifo, che ricorda molto bene quella partita: «Risultò fondamentale il gol segnato da Vantaggiato dopo appena 100 secondi – spiega -. Una rete che scompaginò i piani della Triestina, costretta a riversarsi in avanti a testa bassa, così noi la infilammo in ripartenza nella seconda metà dell'incontro». Anche il Vicenza ad Empoli dovrebbe cercare subito il gol? «Aiuterebbe molto, certo, ma l'importante è tenere viva la partita fino alla fine. Nel secondo tempo l'Empoli potrebbe anche convincersi di amministrare il risultato e abbassare un po' la guardia: a quel punto un finale arrembante potrebbe risultare decisivo e permettere alla squadra biancorossa di portare a casa l'intera posta». Al di là del risultato dell'andata, vede qualche analogia tra quei playout vinti con il Padova e questi in cui è impegnato il Vicenza? «Onestamente no.

Noi eravamo superiori alla Triestina per condizione e qualità dei singoli, si era visto anche nella gara d'andata. Il Vicenza invece se la deve vedere con un osso duro. Domenica ero al Menti nei Distinti con i miei amici a tifare per i biancorossi, ho anche sollevato i cartoncini della coreografia, e me la sono vista brutta quando la palla arrivava a due attaccanti come Tavano e Maccarone. Meno male che Frison ha fatto quel miracolo, altrimenti adesso sarebbe ancora più difficile». Empoli favorito, dunque? «Oggettivamente sì, ma il Vicenza deve e può metterlo in difficoltà, sovvertire il pronostico. E poi questo è un anno che sembra girare così, a tutti i livelli: in Champions League ha vinto il Chelsea che non era certo favorito, e anche nei playoff di Prima Divisione che ho appena disputato con la Cremonese abbiamo dovuto cedere il passo al Trapani, anche se come squadra noi avevamo qualcosa in più. La carica agonistica e la tensione psicologica possono ribaltare quelli che sono i valori tecnici, mi auguro che sia così anche per il Vicenza». Da attaccante e tifoso spera di vedere Abbruscato in campo con Paolucci dal primo minuto? «Credo che all'andata Abbruscato avrebbe potuto essere utile nella seconda frazione di gioco, quando Paolucci non ne aveva più. Cagni comunque prenderà la decisione migliore. Un gol decisivo di Elvis, per tutto quello che ha fatto in questi due anni, sarebbe il massimo, ma l'importante alla fine è che in qualunque modo il Vicenza segni e vinca: ecco cosa vogliamo noi tifosi biancorossi»

Fonte www.ilgiornaledivicenza.it