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Vicenza, Elvis non si pone limiti

Vicenza, Elvis non si pone limiti TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
martedì 29 novembre 2011, 13:30Vicenza

Il bomber indiscusso, un leader carismatico, e molto altro ancora. Elvis Abbruscato rappresenta ormai un simbolo del Vicenza, il primo giocatore dopo Stefan Schwoch capace di creare un legame così intenso e particolare con i tifosi biancorossi. L'ennesima conferma è arrivata ieri al teatro comunale, quando Abbruscato è stato premiato dall'Associazione italiana calciatori e dall'Unione stampa sportiva come miglior giocatore del Vicenza nella passata stagione in occasione del Gala del calcio triveneto. Al momento di salire sul palco, il capocannoniere biancorosso (19 centri nella scorsa stagione, già 10 quest'anno) è stato accolto con un'ovazione dai ragazzi delle scuole superiori presenti in sala, che vedono in lui un campione da applaudire e un esempio da imitare. Una manifestazione di affetto che Abbruscato ha voluto ricambiare mentre riceveva il premio dal segretario generale e amministratore delegato dell'Aic, Gianni Grazioli: «Voglio condividerlo con voi che mi sostenete - ha detto sul palco - con tutti i tifosi e con questa città perché mi ha dato l'occasione di dimostrare il mio valore». E poco prima, davanti ai taccuini dei cronisti, l'attaccante aveva rivolto un ringraziamento anche ai compagni di squadra: «Se oggi sono premiato lo devo a loro che mi permettono di segnare - ha sottolineato - questo riconoscimento, dunque, è anche per loro».

Lo scorso anno 19 gol, già 10 quest'anno: si è posto un obiettivo?

«No, non mi voglio porre limiti, sia a livello personale, sia a livello di squadra. Dobbiamo solo pensare a dare il massimo, a continuare convinti per la nostra strada, consapevoli di potercela giocare alla pari con tutti, come abbiamo ampiamente dimostrato».

In effetti, anche col Pescara secondo in classifica, il Vicenza non ha affatto sfigurato…

«Credo che alla vigilia un pareggio e una prestazione come quella di domenica sarebbero andati bene a tutti. Chiaro che per come si era messa la partita resta l'amarezza di non averla vinta: ci siamo andati davvero vicini, peccato».

Che cosa è successo nel finale? Un po' di paura di vincere, come ha detto Cagni?

«Probabilmente sì. La verità è che non possiamo mai accontentarci di difendere il risultato e amministrare: dobbiamo sempre cercare di segnare altre reti, perché altrimenti alla fine rischi di essere raggiunto e vedere sfumare una vittoria ormai conquistata, com'è successo appunto col Pescara».

Certo che a segnare non può essere sempre e solo lei. Rimane un problema della squadra?

«Ma no, non è vero. Domenica ad esempio le migliori occasioni le hanno costruite i centrocampisti con degli ottimi inserimenti. Chiaro che io sono là davanti e ho più occasioni per arrivare alla conclusione, ma non è sempre così».

Contro il Pescara Cagni è tornato al 4-3-3. Si trova altrettanto bene in questo modulo, o preferisce avere una seconda punta con cui dialogare?

«Il modulo non è mai stato e non sarà mai un problema, non deve fare differenza l'uno o l'altro: quello che conta è l'atteggiamento di tutta la squadra, la voglia di costruire gioco e aggredire gli spazi per arrivare a concludere verso la porta avversaria. I diversi schemi ti consentono di farlo in modo differente, ma il risultato può essere comunque valido, se il nostro approccio è giusto».

I risultati stanno aiutando la squadra a risalire la china. A Natale si potranno definire i reali orizzonti per le ambizioni?

«Non ha senso fare tabelle o bilanci: i conti si faranno alla fine. Nel frattempo, ogni settimana dobbiamo fare del nostro meglio, consapevoli che ogni partita può risultare determinante, a prescindere dal tipo di obiettivi che si potranno raggiungere alla fine».

Questo premio conferma che tra lei e Vicenza si è creato un legame particolare. Si parla del rinnovo del suo contratto, spera di raggiungere l'intesa?

«Sicuramente. Questa maglia ha rappresentato una svolta per la mia carriera, ne sono consapevole e mi ritengo fortunato. Spero di poter raggiungere in biancorosso risultati sempre più importanti per ridare luce al blasone della squadra, che ha una storia prestigiosa e merita di tornare in alto». 

Fonte Il Giornale di Vicenza