Vicenza, Elvis a caccia di Stefan
Domenica ultima di campionato. Vicenza contro l'Empoli, gara che dirà poco, o nulla, perchè di fronte ci saranno due squadre che non hanno obiettivi da raggiungere se non quello di rispettare i tifosi che andranno allo stadio Menti. Invece sarà gara vera tra due biancorossi, gara non all'ultimo punto ma all'ultimo gol: Stefan Schwoch ed Elvis Abbruscato. L'attuale direttore sportivo, bomber di pura razza, con la maglia del Vicenza nella stagione con in panchina Andrea Mandorlini segnò 19 reti, suo record in biancorosso e Abbruscato lo tallona da vicino con 18 reti. Dunque Elvis ha ancora 90 minuti a disposizione per raggiungere e magari battere l'ormai ex collega. Il ruolo dell'attaccante non è facile e come ha detto una volta Schwoch: «Davanti al portiere alla fine sei sempre solo, sulle spalle hai la responsabilità di tutta la squadra e se sbagli sei subito beccato, ma è il ruolo più bello che ci sia». Non è il caso di fare paragoni tra lui e Abbruscato, anche se entrambi sono prime punte; di sicuro però tutti e due hanno quella rara dote innata che si chiama istinto del gol.
Altra cosa che hanno in comune: l'affetto dei tifosi; d'altra parte come non voler bene a chi riesce a segnare così tante reti?
La sfida è aperta e domenica sera ci sarà il verdetto. Stefan Schwoch sorride e spiega: «Mi fa solo piacere che uno che gioca nel Vicenza segni più di me, perchè va tutto a favore dei colori biancorossi e poi vuol dire che siamo bravi, che abbiamo scelto bene puntando su Elvis».
Insomma se la raggiunge e la supera non le dispiace?
«Gli passo volentieri il testimone anche perchè se lo merita, Elvis ha sempre lavorato seriamente, è un vero professionista dentro e fuori dal campo».
Entrambi due prime punte però...
«Logico - spiega ancora Schwoch - lui è più uomo d'area di rigore, io svariavo di più, prediligevo agire in velocità, lui è più forte nel gioco aereo anche se pure io non me la cavavo per nulla male nemmeno di testa avendo un buon stacco».
L'istinto del gol si ha nel dna o si impara?
«Si può imparare ma da giovane, non certo a 30 anni e poi il bomber vero è quello che ha continuità, se lo fai per uno o due anni e poi sparisci vuol dire che non lo eri».
La qualità che apprezza di più in Abbruscato?
«Può sembrare assente per 80' ma quando gli capita l'occasione è sempre al posto giusto al momento giusto e soprattutto fa gol».
Dall'altra parte un agguerrito Abbruscato deciso a superare l'ex collega anche se dice subito: «Per me questa sfida è motivo di orgoglio».
Ce la farà?
«È bello inseguire questi traguardi, sì, lo voglio battere».
Ne avete parlato tra di voi?
«No, facciamo finta di niente».
Lei lo fa anche per scaramanzia?
«No, non sono assolutamente scaramantico».
È arrivato a 18 gol con soli due rigori a favore.
«I gol sono tutti importanti, basta che la palla vada dentro, che superi la linea di porta».
Caratteristiche fisiche?
«Io sono più bello... scherzo».
Comunque Stefan ha detto che lui era più veloce.
«Ah sì? Non è vero, l'ha detto solamente per stimolarmi, perchè io sono veloce, caso mai non lo faccio vedere per non scoprire le mie carte».
Di testa invece ha riconosciuto che...
«Sono più bravo di lui, per carità aveva anche Stefan un buon stacco ma non c'è paragone, però sì, palla al piede era più forte, questo glielo concedo».
Se ci riesce ha già pensato a come festeggerà?
«No, di sicuro però sarà un bel regalo per l'intera squadra».
Che fa cerca complici?
«Ma io invoco l'aiuto dei miei compagni, anzi sono certo che saranno tutti con me e faranno di tutto per facilitarmi il compito».
Superare Schwoch vorrebbe dire entrare nell'albo d'oro dei goleador biancorossi e Vicenza ne ha avuti di davvero molto grandi.
«Ed infatti ci tengo a raggiungere questo traguardo anche perchè poi sei ricordato, ma c'è tempo nel mio caso, ve l'ho detto sono un ragazzino e poi smetterò tardi, anzi sfido Stefan anche in questo: smetterò dopo di lui che mi pare sia arrivato attorno ai 40, non male, ma si può fare meglio».


