Vicenza, ecco Possebon: il talento ex Man Utd cresciuto con Pato
Salendo la scala verso la sala stampa lo sguardo s'imbatte nel poster incorniciato di Vicenza-Chelsea. Come Chelsea? Se lo chiede incuriosito Rodrigo Possebon, che il calcio inglese lo conosce perché è stato un Red Devil, chiamato in Europa la prima volta, neppure diciannovenne, dal Manchester United. Allora gli spiegano che il pur “piccolo” Vicenza un po' di anni fa arrivò alla memorabile semifinale di coppa delle Coppe con i Blues di Vialli e Zola e lui sorride accanto a papà, il manager-interprete Stefano Castagna, l'altro neobiancorosso, il portiere Carlo Pinsoglio, e Stefan Schwoch. Il diesse ieri mattina al Menti alla presentazione dei due acquisti di gennaio stiracchia a fatica un sorriso d'ordinanza dopo la scoppola col Sassuolo: «Dispiace ritrovarsi qui dopo un brutto risultato, ma siamo sicuri che le cose potranno andare molto meglio e questi due ragazzi che abbiamo scelto per il loro valore tecnico e umano ci daranno certamente una mano».
MANCHESTER. Un buon giocatore dev'esserlo per forza il centrocampista che compirà 23 anni il 13 febbraio, altrimenti il Manchester non avrebbe allargato i cordoni della borsa per portarlo via così giovane dall'Internacional, il club brasiliano in cui Rodrigo Possebon è cresciuto con Pato, il Papero milanista. «Dall'età di 11 anni e fino a quando è rimasto a Porto Alegre e sono rimasti amici» precisa Castagna, il manager che fa anche da interprete a Possebon, che l'italiano lo capisce ma, per ora, si esprime solo in portoghese.
SANTOS. Dunque Possebon (i progenitori emigrati erano di Giavera del Montello, trevigiani, e per questo il neobiancorosso ha doppio passaporto e dunque è comunitario) ha attraversato presto l'oceano, ma poi ha anche fatto il percorso inverso, tornando in Brasile. Non è stata un po' una sconfitta la prima esperienza europea? «No - risponde lui attraverso le parole di Castagna - perché allenarsi e giocare con campioni che hanno vinto tutto come a Manchester, vivere in un altro paese, imparare un'altra lingua è stata un'esperienza fantastica e quando ho lasciato l'Europa avevo un altro anno di contratto in Inghilterra». E il manager aggiunge: «Nel Manchester ha giocato alcune partite in FA Cup e Carling Cup (le coppe nazionali inglesi, ndr) ed è anche andato in panchina in Champions, ma poi per dargli la possibilità di giocare con più continuità lo hanno dato in prestito in Portogallo, al Braga. Lì non è andata bene per problemi con l'allenatore, il Manchester se l'è ripreso dopo quattro mesi e poi è stato il ragazzo - specifica Castagna - a voler andare al Santos per giocare, Ferguson lo avrebbe tenuto».
VICENZA. La domanda sorge spontanea: perché uno come Possebon che è arrivato al Manchester e ha giocato nel Santos arriva a Vicenza in serie B, neppure di vertice? «Per il grande interesse dimostrato dai dirigenti Cristallini e Schwoch - risponde Castagna, un po' riportando le parole del giocatore e un po' mettendoci del suo - perché nella zona in cui ha vissuto in Brasile c'è una comunità nata dall'emigrazione vicentina che segue con grande passione la squadra e perché il Vicenza ha una storia e ogni anno forma giocatori che poi vengono rivenduti a club importanti». Eccolo il motivo, logico anche: il club biancorosso come punto di (ri)partenza europea. «Ha qualità importanti, può darci una grossa mano, speriamo che possa esplodere qua» conferma Schwoch. «Per giocare poi in serie A, con il Vicenza o in un altro club» aggiunge il manager.
RUOLO. Restano da definire due cose importanti: ruolo e condizione di Rodrigo Possebon, che avrà il numero 8. «Sono un centrocampista centrale, un organizzatore di gioco» dice e lui e Castagna precisa: «Può fare anche alcuni gol, 5-6 a stagione, ha facilità di inserimento in avanti. I centrocampisti italiani che preferisce? Pirlo e De Rossi».
FORMA. Quanto alla condizione, Castagna spiega: «Nella scorsa stagione in Brasile ha giocato 34 partite nel Santos vincendo il campionato paulista e la coppa Libertadores (l'equivalente sudamericano della Champions, ndr), poi l'ha fermato un problema muscolare, ha ripreso e ha disputato altre 6 gare fino a novembre. Chiaro che adesso dovrà lavorare un po', ma con il fisico che ha ci metterà poco ad andare in forma, già adesso è pronto all'80 per cento».
CAGNI. A Vicenza Rodrigo Possebon ha fatto tre allenamenti, uno anche ieri. E con Cagni? «Si sono parlati fin da venerdì... a gesti» dice Schwoch, chiudendo con il sorriso la prima uscita dell'ex “diavolo rosso”.


