Vicenza, ecco la "bestia nera" di Zeman
Brutto cliente il Pescara? Sì, un avversario temibile quello che si presenterà al Menti domenica alle 12,30. Intanto per i numeri che può esibire sul biglietto da visita: 32 i punti in classifica, solo tre in meno del Torino capolista; 2, cioè seconda posizione in classifica con il Sassuolo; 36 i gol segnati, vale a dire miglior attacco della B e il doppio esatto delle reti segnate dal Vicenza; 0 le sconfitte subìte in casa; ancora 2 i pareggi in 16 giornate, perché il Pescara è una squadra di Zeman e quindi non conosce mezze misure, vince (molto ) o perde (poco).
Ed è il tecnico boemo, senza alcun dubbio, il vero simbolo del Pescara che sta disputando un campionato al di sopra delle aspettative della vigilia. Affrontare una squadra che gioca "alla Zeman" non è mai semplice, se non si sta in guardia si rischiano imbarcate, la manovra offensiva è sempre molto incisiva.
Deve preoccuparsi il Vicenza? Certo, ma solo il giusto. Primo perché anche gli Zeman-boys dovranno preoccuparsi dei biancorossi, in serie utile da tre giornate e in condizione fisica finalmente soddisfacente. Secondo perché da quando è tornato in B e c'è rimasto, cioè dalla stagione 2001-02, quando ha incrociato Zeman il Vicenza non ha mai perso e spesso ha vinto.
Cominciò Eugenio Fascetti nel torneo del centenario dalla fondazione, l'anno che il boemo guidava la Salernitana: 0-0 allo stadio Arechi all'andata, 3-1 per il Vicenza al ritorno, con le reti firmate da Cristallini, Schwoch e Sgrigna, quando però in panchina c'era il tandem formato da Adelio Moro e Fabio Viviani. L'anno dopo la sfida saltò perché prima di arrivare ad un nuovo confronto la Salernitana esonerò Zeman, dopo 16 giornate.
Altro giro, altro risultato favorevole per i biancorossi all'incrocio con il tecnico boemo che nella stagione 2003-04 era alla guida dell'Avellino. La squadra di Beppe Iachini vinse 1-0 in Irpinia con un rigore realizzato da Jeda e pareggiò 2-2 il ritorno al Menti con le reti di Margiotta e Moscardi, utili a rimontare l'avversario scappato avanti due volte.
Con Zeman in serie A alla guida del Lecce, l'anno successivo il Vicenza e l'allenatore oggi al Pescara si persero di vista, per ritrovarsi di fronte nella stagione 2005-06, ma solo nel girone di ritorno. Zeman, disoccupato, venne chiamato da Corioni al Brescia per sostituire Maran (guarda i casi della vita) che non gli dava garanzie per i playoff, pur essendo in ottima posizione di classifica. Finì che Zeman fece peggio, fra l'altro perdendo nettamente (0-3) il confronto interno con il Vicenza di Giancarlo Camolese, a bersaglio con una prodezza di Schwoch e poi ancora con Cavalli e Sgrigna.
Nel duello con Zeman il Vicenza ha vinto anche con Angelo Gregucci in panchina, nel torneo 2006-07: il boemo era al timone del Lecce, sconfitto all'andata sul suo campo (1-2) dalla doppietta di Cavalli e senza possibilità di rivincita nel ritorno visto che venne esonerato dopo 18 giornate.
Ora tocca a Cagni e, visti i precedenti, almeno dal punto di vista della tradizione il Vicenza è pane duro anche per uno come Zeman.


