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Vicenza, Di Matteo: "Siamo concentrati per raggiungere l'obiettivo"

Vicenza, Di Matteo: "Siamo concentrati per raggiungere l'obiettivo"
autore
Davide Sannazzaro
giovedì 6 maggio 2010, 18:26Vicenza
L'esterno ai microfoni di RadioStadio

Luca Di Matteo, giovane esterno mancino in forza a Maran, vuole giocarsi le sue carte da qui a fine stagione per la sua carriera, dopo due stagioni deludenti, e per il Vicenza che vuole vedere salvo al più presto. Corsa, qualità, determinazione: queste alcune delle sue qualità, "sviscerate" a RadioStadio Live da Monica Celegato e Corrado Ferretto. Ecco l'intervista completa.

Sei cresciuto nelle giovanili del Pescara dove hai ben impressionato, tanto che il Palermo ti ha acquistato per una cifra importante. Hai già disputato un paio di partite in serie A e quindi le attese nei tuoi confronti sono molto alte anche per le qualità che hai dimostrato di avere. In queste circostanze quando magari non gira bene, viene visto come una sconfitta, anche se sei ancora mlto giovane.

Io vengo da due esperienze non postive dovute anche a problemi fisici, ma sono venuto qua a Vicenza con tutto l'entusiasmo per far bene.

Le due esperienze di cui parli sono quelle di Cittadella e Crotone. Di te, tutti parlano di un tecnica di base decisamente sopra la media: queste capacità di corsa, di prendere il fondo, di mettere palloni in area, un piede mancino di ottima qualità...

Non esageriamo....io cerco di dare il massimo, di mettere le mie caratteristiche a disposizione della squadra in base a quello che mi chiede il mister.

Le lacune su cui devi lavorare di più sono nelle fase difensiva e la capacità di rimanere in partita quando si fa più dura, quando c'è da usare più la sciabola che il fioretto.

Certo, ma la maggior parte dei giovani hanno delle lacune su cui devono lavorare per potersi migliorare giorno per giorno.

C'è un giocatore a cui ti ispiri?

E' un ex giocatore che giocava nel Pescara quando ero piccolo e facevo il raccattapalle allo stadio: è Rocco Pagano.

Il passaggio da Pescara a Palermo, giovanissimo, ha segnato una maturità come giocatore e anche come uomo.

Si, questo trasferimento è stata l'occasione per poter crescere molto anche dal punto di vista umano.

Quando sei arrivato a Vicenza già conoscevi Misuraca: è stata una cosa utile trovare qualcuno che ti era già familiare?

All'inizio si. Ha cercato di farmi ambientare facendomi conoscere la città anche se già dal secondo giorno con i compagni e con il mister c'è stata subito sintonia e ci hanno offerto le condizioni, a noi ultimi arrivati, di ambientarci in squadra e in città.

C'è stato un allenatore che ha segnato la tua carriera?

Io a Pescara ho fatto tutta la trafila, dalla scuola calcio alla Primavera. L'allenatore cui sono più affezionato è Di Mascio, davvero molto bravo e con il quale mi sento ancora spesso. Poi l'allenatore che mi ha lanciato nei professionisti è stato Lerda.

Hai giocato a Piacenza i tuoi primi 90 minuti completi in biancorosso. Prima a destra poi sulla corsia di sinistra: cosa ti è piaciuto di più, cosa invece meno, delle tua partita.

Come detto, devo crescere ancora molto sotto diversi punti di vista. Per quanto riguarda la partita, arrivavo da un periodo nel quale non ho giocato e all'inizio ho fatto un pò fatica. Poi con il passare dei minuti mi sono sciolto un pò anche grazie all'aiuto dei compagni.

Il tuo piede forte è il sinistro: dove preferisci giocare, a destra magari per cercare la porta, o sinistra per prendere il fondo e crossare?

Io ho giocato fin dalle giovanili sia a destra che a sinistra. Mi trovo bene sia dall'una che dall'altra parte. Dove il mister mi chiede di giocare io do il massimo.

Sabato affrontate l'Empoli: sentite la pressione per questo match che potrebbe darvi questa salvezza?

E' una partita difficile, ci stiamo lavorando curando i minimi dettagli. La affronteremo senza paura cercando di arrivare al miglior risultato possibile.

Quando sei arrivato a Febbraio la posizione del Vicenza in classifica era diversa: ti aspettavi di poter far un campionato più tranquillo vero?

Vicenza è una piazza molto conosciuta, e spesso ho seguito i suo campionati dalla A alla B. Però adesso siamo in questa situazione e dobbiamo venirne fuori al più presto.

Quando si è giocata Crotone - Vicenza tu non hai giocato e le parti erano invertite, con Crotone in difficoltà e il Vicenza che sembrava potesse disputare un altro tipo di campionato...

Il calcio è strano e imprevedibile: a Crotone il Vicenza mi fece un'ottima impressione e pensavo puntasse alle zone alte della classifica. Poi tanti episodi negativi che adesso ci fanno ritrovare in questa situazione da cui vogliamo uscire.

Sabato si giocherà molto sotto il punto di vista nervoso, anche perchè l'Empoli ha un solo risultato utile per continuare la sua rincorsa ai play off. Tu come vivi questa attesa?

Io sono molto sereno, però molto concentrato per preparare la partita al meglio. Il mister poi la prepara dal punti visto tecnico, ma noi siamo consapevoli che ci giochiamo una grossa fetta del nostro campionato.

Fonte www.radiostadio.it