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Vicenza, con l'Hellas doppio tabù da sfatare

Vicenza, con l'Hellas doppio tabù da sfatare TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
mercoledì 12 ottobre 2011, 12:08Vicenza

Visto che si è aspettato tanto che almeno ne sia valsa la pena. Nove partite senza una vittoria, anzi dieci ed è proprio quella, la decima, che più brucia nell'animo del popolo biancorosso, quella persa in casa in coppa Italia contro il Verona. E siccome sabato torna al Menti proprio la compagnia di Mandorlini, la speranza dei tifosi è di festeggiare doppiamente i primi tre punti così sospirati.

È questo uno dei due primati negativi che Cagni deve provare a cancellare, lui che è appena arrivato al Vicenza e che fra l'altro è un ex, perché nella sua lunga carriera ha allenato anche il Verona.

Scorrendo nella classifica la colonna delle vittorie c'è un solo zero tondo tondo e sta nella riga del Vicenza. Gli faceva compagnia il Gubbio, ma la squadra umbra, tornata in B dopo 64 anni mica con il blasone biancorosso, ha battuto nell'ultimo turno la Nocerina.

L'unico a digiuno è rimasto così il Vicenza che ha cambiato allenatore anche perché questo benedetto successo è sempre sfuggito, o sarebbe meglio dire, è stato scialacquato malgrado ripetuti cambi di formazione e di modulo per cercare di spezzare il tabù.

A dir la verità la vittoria la squadra di Baldini l'ha soltanto sfiorata, due volte però e in entrambi i casi in trasferta, dove il rendimento è stato meno peggio che in casa (due punti contro uno), ma sia a Cittadella che a Crotone i finali di partita sono stati fatali. In casa invece il successo non s'è nemmeno intravisto con la gestione-Baldini: quattro sconfitte (compresa quella in coppa Italia) e un pareggio il misero bilancio.

Cagni dopo l'esordio baciato anche dalla buona stella a Grosseto, grazie al rigore parato da Frison al 93', ora debutterà al Menti proprio nella partita delle partite per il tifoso biancorosso. Avrà avuto più tempo rispetto alla prima panchina sulla quale si è seduto poche ore dopo il suo arrivo, ma non tanto per cambiare vizi strutturali nell'organico, difetti e paure che si sono accumulati in questo inizio di stagione. Ma è allenatore navigatissimo, capace di prendere di petto le situazioni, e dunque si può sperare che i timidi segnali di inversione di tendenza visti a Grosseto possano diventare squilli di riscossa, considerate anche le particolari motivazioni che sempre suscita il derby.

La partita più indicata nella quale rompere se possibile anche l'altro tabù: finora il Vicenza in dieci gare ufficiali, Coppa compresa, non ne ha conclusa una senza prendere gol. È chiaro che questa difficoltà si lega strettamente all'astinenza da successi, perché se ne becchi sempre almeno uno (e per tre volte nei primi sei minuti di gara) poi per vincere bisogna farne almeno due. E non è che il Vicenza di quest'anno sia diverso dalla scorsa stagione: o fa centro Abbruscato o alternative ce ne sono poche, se non la palla da fermo di Paro, quando è in giornata.

La fragilità difensiva è peraltro figlia anche di scelte di mercato (il terzino destro mai arrivato per esempio) e ora tocca a Cagni, che da giocatore è stato un "mastino" per gli attaccanti avversari, trovare il sistema migliore per consentire anche a Frison, un baluardo che da solo però non basta, di chiudere una prima volta senza subire reti. Riuscirci nel derby sarebbe la premessa migliore per provare anche a vincerla la sfida con il Verona.

Fonte Giornale di Vicenza