Vicenza, come è dolce la "zona Cesarini"
Sette partite sono ancora poche per capire che ruolo reciterà il Vicenza in questo campionato. Ma sono già sufficienti per dire che è una squadra che non molla mai. È la dote che piace di più al presidente Masolo ma anche ai tifosi. Non è lontana l'immagine di un Vicenza che si lasciava travolgere dal corso degli eventi, incapace di reagire agli episodi negativi e di rovesciare l'andamento delle partite. Capitava fin troppo spesso nelle ultime stagioni, questione di mentalità e di personalità. Quest'anno no, la musica è finalmente cambiata e lo hanno dimostrato proprio quegli ultimi sei minuti della partita vinta in rimonta contro il Grosseto. Carattere. C'è modo e modo di prendersi i tre punti. Il Vicenza dell'ultima gara ha dovuto scegliere il più difficile e tortuoso dopo essere andato presto in svantaggio, ma non ha mai smesso di crederci. Il primo gol in biancorosso di Plasmati e il rigore-sorpasso di Pinardi fra il 43' e il 49' della ripresa non sarebbero arrivati e la classifica non si sarebbe arricchita di tre punti senza una tenace volontà di ribaltare il risultato. Successo. Il primo obiettivo centrato da Roberto Breda è proprio questo.
Al di là della qualità del gioco, dell'identità di squadra, dei progressi dei singoli nella condizione atletica e nel rendimento, il tecnico sembra aver già raggiunto un risultato importante: cambiare la mentalità di una squadra depressa dall'abitudine a perdere, soprattutto dopo l'ultimo campionato. Breda è stato sicuramente aiutato nel compito dall'ampio rinnovamento della rosa realizzato in sede di mercato, com'era peraltro doveroso dopo una retrocessione sul campo che finisce sempre per segnare un gruppo. E tuttavia ci ha messo del suo nel trasformare la mentalità di un Vicenza che adesso crede sempre di poter vincere. Rimonte. Prima di “ribaltare” il Grosseto (da 0-1 a 2-1), i biancorossi nella precedente partita al Menti avevano già risalito lo svantaggio contro il Brescia. Dall'1-0 la squadra s'era poi ritrovata sull'1-2 per un micidiale black-out all'inizio della ripresa, ma ha prodotto una reazione efficace e un finale generoso, culminato nel 2-2 segnato da Gavazzi. Stessa altalena nel punteggio anche nel derby con il Verona. Dall'1-0 all'1-2 e a quel punto una bella reazione fino al rigore del 2-2 di Pinardi, anche se poi su una palla da fermo (e in fuorigioco) il Vicenza ci ha rimesso il punto. E all'esordio, a La Spezia, l'iniziale svantaggio era stato pareggiato da Giacomelli e l'1-1 è volato via solo negli ultimi minuti della sfida. Solidità. Le prime sette giornate sono state sufficienti a dimostrare che il Vicenza è una squadra che non si smonta alle prime difficoltà e la capacità di reagire e rimontare è anche il risultato di una convinzione nei propri mezzi abbastanza sorprendente in un gruppo appena ricostituito dopo una amara sconfitta ai playout. E va sottolineato che si tratta di qualità che i biancorossi hanno evidenziato contro avversari di livello quali Spezia, Cesena, Brescia e Verona.


