Vicenza, Cagni: "Un mercato aziendalista"
Abbiamo intervistato il tecnico del Vicenza Gigi Cagni per fare il punto sul mercato biancorosso e non solo. Diversi i giudizi sulle avversarie e su quanto accaduto nella massima serie.
"Quando sono venuto al Vicenza sapevo che in serie B non è facile fare tornare i conti e bisogna sempre stare attenti, quindi se Paolucci e Rigoni fossero andati uno al Grosseto ed uno all'Atalanta non avrei detto niente. Si toglieva forse qualcosa a livello tecnico, anche se la squadra per salvarsi sarebbe rimasta. Frison non è andato via perchè probabilemnte non è stata offerta la cifra che il Vicenza chiedeva, ma in questo calciomercato di soldi ne sono girati pochi, tanto che Paolucci e Rigoni hanno preferito rimanere. Io sono anziendalista e capisco tutto, anche i sacrifici tecnici per i vantaggi economici. Sono arrivati giocatori importanti, giovani che hanno un buon bagaglio, e Pinardi che è un giocatore di esperienza che mi serviva in attacco. In questo momento nessuno è titolare: Pinardi, Abbruscato e Paolucci se la giocano. Noi dobbiamo salvarci, del resto questO è il nostro campionato, visto che dopo otto risultati consecutivi quando eravamo a pochi punti dai play off la squadra non ha retto le pressioni".
Come vede lo sviluppo del torneo?
"Il campionato è ancora lungo, ed ora quello vero, con il girone di ritorno e mai dire mai, noi ce la metteremo tutta per cercare di dare il meglio e vedere a salvezza acquisita dove arriviamo".
A chi lo scettro del calciomercato?
"Sicuramente Samp e Sassuolo in primis, e poi anche il Varese".
Che ne pensa di Palombo all'Inter?
"Non mi stupisce, è pur sempre un nazionale, non si è riuscito ad adattare al campionato di B, ma la B per mentalità e ritmi è diversa".


