Vicenza, Botta: " Non so se resto"
Alla partenza per il ritiro di Gallio non doveva nemmeno esserci. Secondo le voci di radiomercato Stefano Botta, corteggiato in serie A (fra gli altri dal Chievo) e con una fila lunga così di ammiratori in serie B (tra cui il Torino), doveva lasciare Vicenza. E invece sul pullman dei biancorossi per raggiungere l'Altopiano, per la terza stagione di fila, è salito anche il centrocampista "perno" del reparto mediano. Sulla sua permanenza comunque non è ancora detta l'ultima parola: non è escluso che prima del 31 agosto possa ripreparare i bagagli e salutare definitivamente i compagni di squadra. Botta, infatti, è uno dei pezzi pregiati della rosa non solo per la giovane età (classe 1986) ma anche per la duttilità e continuità di rendimento. «Effettivamente non è ancora certo che rimanga - conferma Botta - bisogna capire i programmi della società. Ho ancora un anno di contratto e quindi al momento sono un giocatore del Vicenza, ma la situazione potrebbe evolvere. Ne discuteremo prossimamente».
Al suo cartellino sono interessate diverse squadre anche di serie A, non è lusingato?
«Certo, so che ci sono alcune squadre che mi hanno chiesto. Giocare in serie A è il sogno di ogni calciatore. Anche se un conto è andare in campo e, un altro, è far parte della rosa e poi magari stare sempre in tribuna. Io qui a Vicenza sto benissimo, la società è per me una seconda famiglia: quando sono arrivato qui non mi conosceva nessuno e a Vicenza ho avuto l'opportunità di giocare con continuità. A me farebbe piacere continuare, ritagliandomi un posto da titolare. Detto questo però, non avendo la sicurezza di restare, non mi sembra giusto per rispetto nei confronti di tutti, dire che rimarrò con assoluta certezza».
Intanto parte per Gallio con un allenatore nuovo…
«Baldini non lo conoscevo di persona ma ne avevo sentito parlare bene. Me lo sono trovato come avversario quando guidava l'Empoli. È presto per dare giudizi ma mi sembra una persona diretta che dice le cose in faccia senza giri di parole e questa è una qualità importante, soprattutto nel nostro mondo».
Le squadre di Baldini, almeno sulla carta, giocano un calcio diverso rispetto a quello praticato da Maran: hanno una maggiore propensione offensiva.
«Onestamente non so ancora con che modulo scenderemo in campo, visto che al momento abbiamo solamemente nuotato in piscina e fatto esercizi in palestra. Dai prossimi giorni vedremo come andrà anche se per me non ci sono problemi di adattamento: come avete visto io gioco in qualunque zona. Ho le mie preferenze ma se l'allenatore me lo chiede mi adeguo».
Il mercato del Vicenza per ora è quasi fermo…
«L'ossatura della squadra al momento è quella della scorsa stagione. Ad esempio sono rimasti Zanchi e Martinelli in difesa e Abbruscato davanti. C'è stata la partenza importante di Schiavi, sostituito da Pisano ma la squadra mi sembra competitiva anche se consideriamo le altre rose e che oggi nel calcio non ci sono molti soldi da spendere».
L'obiettivo rimane sempre la salvezza?
«In partenza l'obiettivo per me resta questo. Saranno decisive le partite in trasferta perchè i punti guadagnati fuori casa valgono sempre doppio. Meglio comunque non fare proclami e cercare di non deludere i tifosi come è accaduto lo scorso anno».
Già, lo scorso anno avete chiuso il campionato con tanti rimpianti. A mente fredda si è dato una spiegazione di quanto accaduto?
«Le vacanze sono servite per smaltire le tossine anche da un punto di vista psicologico. A mio avviso ci sono state due gare che ci hanno tagliato le gambe da un punto di vista mentale: quella contro il Modena e il derby contro il Padova. Siamo calati anche fisicamente e non siamo stati in grado di recuperare».
Nella passata stagione lei è stato attaccato da una parte della tifoseria per alcune sue dichiarazioni: vi siete chiariti?
«È acqua passata. Dopo la gara contro il Frosinone c'è stato un chiarimento e tutto si è sistemato. A dire il vero non c'è mai stato un vero e proprio problema con i tifosi. Il clima che si era creato a causa delle aspettative deluse non ha certo aiutato. Comunque ci tengo a dire che l'affetto della gente nei miei confronti non è mai venuto meno».


