Vicenza, Botta motorino con la scintilla del gol
Stefano Botta l’inesauribile, anzi “duracell” come lo ha definito una volta Maran per spiegare perché lui non era certo un giocatore da turnover. Botta in effetti ha 37 presenze su 38 gare giocate. Botta è stato il punto fermo del centrocampo, visto che nel rombo prima e soprattutto dopo, nella coppia di centrali del 4-4-2, sono cambiati nei mesi i suoi partner, ma lui ha giocato sempre.
A Piacenza Botta ha piazzato anche la stoccata dell’1-1, il tiro forte e preciso con cui ha infilato il pallone all’inizio della ripresa. È stato il suo terzo centro in campionato, curiosamente sempre in trasferta, dopo quelli a Cittadella (2-1 per i granata il finale) e a Crotone (1-2 per i biancorossi). «Eh sì - conferma lui - finora è andata così, ho segnato sempre in trasferta, al Menti solo in estate in coppa Italia contro la Cremonese».
Gol che pesa quello di Piacenza, ha fruttato un punto importante nella corsa alla salvezza.
«Almeno un punto, la sconfitta sarebbe stata immeritata. Poi sull’1-1 non siamo riusciti a vincere e magari c’è stata anche un po’ di paura ad attaccare perché sapevamo che loro in contropiede avrebbero potuto punirci, ma ci teniamo questo punto che fa sempre classifica e andiamo avanti».
Un appunto che è stato mosso spesso ai centrocampisti è stato quello di tirare troppo poco: stavolta è andata bene, come era capitato a Gatti a Cesena ad esempio.
«Bisogna anche capire che per provarci ci deve essere l’occasione, dev’essere il momento giusto: è inutile fare tanti tiri, i miei magari saranno pochi, ma cerco di segnare. Nell’azione del mio gol a Piacenza avevamo girato bene palla, loro erano un po’ schiacciati e così mi sono trovato in buona posizione per poter calciare ed è andata bene».
Un gol utile anche a sfatare una tradizione negativa.
«In effetti non siamo mai stati... specialisti nelle rimonte, stavolta ce l’abbiamo fatta».
È stato il secondo pari di fila dopo quello con il Padova, ma la classifica è migliorata.
«In effetti il Cesena ha vinto a Frosinone, il Padova ha pareggiato, la Triestina ha perso, per cui il nostro punto è servito, ma ora pensiamo già alla prossima partita in casa che sarà fondamentale».
Se le avessero detto qualche mese fa che il Vicenza si sarebbe ritrovato coinvolto nella lotta per la salvezza a quattro giornate dal termine...
«A saperlo saremmo partiti mentalmente con questo traguardo e forse ci saremmo già salvati, invece avendo in mente altri obiettivi certe partite che volevamo per forza vincere le abbiamo perse e forse lì qualche punto in più si poteva farlo».
Rimpianti se si guarda indietro?
«Sicuramente in partite come quelle con il Cittadella e il Crotone in casa potevamo fare di più, ma anche con lo stesso Modena, forse è mancato proprio il passo sul nostro campo, perché quando dobbiamo fare la partita facciamo più fatica, fuori casa i nostri punti li abbiamo sempre raccolti».
E la sua stagione? Sarà soddisfatto, è stato fra i più continui.
«Giocando a centrocampo, riuscire a giocare sempre cercando di mantenere un buon livello di rendimento non è semplice: cerco di dare il massimo, ho fatto anche tre gol».
Sabato arriva al Menti un Empoli ancora in alta quota, malgrado lo stop con il Brescia.
«Ultimamente sembra che riesca anche a fare qualche punto in più in trasferta rispetto a prima e comunque siamo in casa nostra, anche se in effetti al Menti non siamo dei... draghi, ma dobbiamo fare risultato comunque».
Quota salvezza a quanti punti secondo lei?
«Si era partiti parlando di 52, ma adesso mi pare difficile, forse 51 potrebbero bastare e speriamo di arrivarci il prima possibile».
Di Massimo Manduzio.


