Vicenza, Baldini sulle orme di Maran
A piccoli passi il Vicenza di Baldini, ancora alla ricerca di una definitiva fisionomia di squadra e di un'identità di gioco, si avvicina sempre più a quello di Maran.
Se domani sera a Crotone il tecnico toscano sceglierà l'assetto con i tre centrali in retroguardia (che poi sia difesa a 3 o a 5 si può discutere) la formazione biancorossa andrà in campo con un modulo molto simile a quello che Maran ha adottato nella scorsa stagione dal derby vinto al Menti con il Padova e con il quale il Vicenza è arrivato ad un passo dalla zona playoff prima di scivolare in un anonimo finale di campionato.
Al momento di rimettere nel cassetto il 4-2-3-1 provato per tutta l'estate, Baldini aveva già detto, con molta onestà, che cambiare era logico e doveroso visto che non erano arrivati risultati né gioco. Ma neppure con il nuovo assetto tattico, il 4-3-1-2 con un centrocampista centrale in più, il Vicenza è fin qui riuscito a vincere una partita e neppure a convincere, se non nella gara con il Torino.
Così ora un nuovo cambio non sarebbe neppure sorprendente, anche se arrivare alla settima giornata senza avere un assetto-base definito non ha certo favorito la crescita della squadra, ancora alla ricerca dei giusti equilibri.
Nell'ultima gara, quella pareggiata con il Livorno, c'era già stata un'ulteriore evoluzione, con il passaggio ad un 4-4-2 applicato spesso con una sorta di rombo a centrocampo. Ora nei giorni che hanno preceduto la partenza di ieri per Crotone l'allenatore biancorosso ha provato di nuovo la difesa con i tre centrali, una soluzione possibile per la gara di domani sera e alla quale Baldini sembra avesse pensato già alla vigilia della sfida con il Livorno.
Il Vicenza della scorsa stagione ottenne i migliori risultati quando Maran si decise a passare al 3-5-2 e per otto-nove undicesimi la formazione di quest'anno ricalca quella dello scorso torneo. Schierarla più o meno allo stesso modo potrebbe ricreare automatismi di gioco che finora non si sono ancora visti con Baldini.
Il tecnico sta pensando ad un assetto con tre centrali in difesa (Martinelli, Augustyn e uno fra Zanchi e Bastrini) senza però rinunciare ad una fase offensiva interpretata almeno da due punte (Abbruscato e Paolucci) più un trequartista, ruolo tagliato sulle caratteristiche di Misuraca, volonteroso ma sacrificato nel suo estro se schierato troppo largo come nel 4-4-2 con il Livorno.
Certo è che così come ha giocato finora il Vicenza non ha mai dato l'idea di una squadra nelle condizioni ideali per esprimere al meglio le sue potenzialità e invece la rotta va invertita subito per non perdere ulteriore terreno in classifica.


