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Vicenza, Baggio abbraccia il "suo" Lanerossi. E Abbruscato...

Vicenza, Baggio abbraccia il "suo" Lanerossi. E Abbruscato... TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
mercoledì 9 novembre 2011, 18:44Vicenza

Da numero 10 a… numero 10. «Abbruscato? È un grande attaccante». Non c'era bisogno di commenti esterni per certificare le qualità del bomber del Vicenza. Ma se a lodare il capocannoniere della serie B è uno dei più grandi giocatori della storia del calcio allora il discorso cambia. Già, perché il complimento non esce dalla bocca di un perfetto sconosciuto, ma da un vicentino speciale che quella maglia a strisce bianche e rosse l'ha indossata tanti anni fa, prima di intraprendere una carriera superlativa. Lui è Roberto Baggio, che ieri ha preso parte al consiglio federale della Figc, tenutosi a palazzo Trissino.

A casa. Non si vede tutti i giorni il divin codino lungo corso Palladio. «Eppure ci vengo più di qualche volta - risponde lui uscendo anzitempo dal consiglio – tuttavia cerco di non farmi riconoscere». Impossibile, però, per i pochi vicentini che popolano il centro nel primo pomeriggio non notare il pallone d'oro. Qualcuno si limita a girare la testa, qualcun altro si ferma ad osservare per capire se sia realmente il grande Baggio. I più coraggiosi si avvicinano, aprono la mano e dicono semplicemente: «Grande Roby». Segno che Baggio con Vicenza e i vicentini ha un legame davvero particolare.

Il Vicenza si risolleva. Ed è proprio della squadra della sua città, quella che l'ha lanciato nel calcio che conta, che Baggio parla volentieri. La classifica della serie B non è sorridente ma il divin codino non ha dubbi: «Il Vicenza si risolleverà – commenta senza esitazioni – e credo che non avrà problemi in questo campionato». Le sue parole scacciano le paure e allontano metaforicamente la squadra dai bassifondi. «Il campionato – continua Baggio – è molto equilibrato e quindi la squadra di Cagni non avrà difficoltà ad uscire da questa brutta situazione soprattutto adesso che sembra aver ingranato la marcia, almeno in casa, con tre vittorie in altrettanti incontri».

La spinta del Menti. E non è un caso che i tre successi siano arrivati all'interno delle proprie mura. Lì, su quello stesso campo che Roby Baggio ha calcato anni e anni fa con la maglia del Lanerossi. Il divin codino conosce molto bene il Menti e sa quali effetti possa avere sui giocatori. «Il Vicenza deve puntare sul calore dei propri tifosi – afferma – perché sono in grado di spingere la squadra». Un vero e proprio dodicesimo uomo in capo «in grado di caricare i giocatori oltre le proprie capacità. Quando i tifosi si scaldano, dal campo si percepisce l'affetto per la maglia provato da ogni singolo sostenitore». Ed è pensando a personaggi del calibro di Baggio che molte volte i sostenitori chiedono ai giocatori di onorare la maglia «ed è un concetto giusto, perché questa squadra ha una grande storia».

L'eredità di ad Abbruscato. Chi la maglia la sta onorando è sicuramente Elvis Abbruscato. Uno capace di segnare 19 gol nella passata stagione e di realizzarne 9 in quella attuale. In estrema sintesi: «Un grande attaccante». Parole dirette all'attuale numero 10 biancorosso e che arrivano dal numero 10 per eccellenza. Baggio sembra conoscere molto bene Abbruscato e lo descrive minuziosamente: «È un bomber che non cincischia. La mette sempre dentro quando bisogna fare gol ed è assai concreto. Si tratta di doti molto importanti nel calcio. I numeri dimostrano quanto è in grado di fare e quanto potrà dare al Vicenza. Sono sicuro che quest'anno riuscirà a ripetere quanto fatto vedere l'anno scorso. Se non addirittura a fare meglio». Baggio sa che prima o poi anche Abbruscato verrà a fargli compagnia all'interno del libro dei big biancorossi. «Credo sia pronto a raccogliere l'eredità dei grandi bomber vicentini».

Futuro in panchina? Parole di riconoscenza e di affetto. Il cuore di Roberto Baggio in effetti batte sempre a Vicenza. Anche ora che ricopre l'incarico di presidente del settore tecnico della Figc. «Un ruolo che è molto più duro di quanto mi aspettassi – commenta sorridendo – ma che sto portando avanti con entusiasmo. Ci sono davvero tante cosa da fare». Tra una riunione e l'altra il vicentino ha anche un altro sogno: diventare allenatore. O meglio, prendere il patentino. «Sto svolgendo il master – spiega – ma non so se andrò a fare l'allenatore. Nella vita non si sa mai, quindi non lo escludo. Intanto sto seguendo i corsi perché m'interessava approfondire le tecniche di allenamento, molto utili per l'incarico che ricopro». Prima di andarsene il divin codino, da ex calciatore, non dimentica di fare gli auguri a un… collega: Antonio Cassano. «Prima di tutto gli faccio gli auguri come uomo e spero che si rimetta presto».

Fonte Il Giornale di Vicenza