Vicenza, AAA cercasi vittoria disperatamente
Se lo ricorda ancora il Vicenza il gusto dolce della vittoria? La domanda non è fuori luogo, per due motivi. Il primo: i biancorossi non portano a casa i tre punti da ben 8 partite e quando il digiuno è così lungo c'è, appunto, il rischio di dimenticarsi anche come si fa a centrare un successo. Il secondo: sarà meglio ripassare molto in fretta la ricetta della vittoria, perché sabato al Menti con il Crotone il bottino pieno serve per l'oggi e, soprattutto per il domani.
ABITUDINI. Fuori si gela e ora sembrano confinate nell'album sia le speranze estive che quelle di un autunno dorato. Baldini al suo arrivo aveva alimentato l'illusione di un Vicenza spumeggiante, con l'obiettivo di riconquistare l'entusiasmo sopito del Menti. Spazzata via in sole 8 giornate. Poi è arrivato Cagni e con la sua fulminea rimonta tra novembre e dicembre ha tolto la polvere a quella pazza idea di poter perfino guardare alla lotta-playoff. Ora, dopo un gennaio da incubo, è rientrato tutto nella “normalità” ed è ben chiaro a tutti che l'obiettivo è tornato ad essere la salvezza, come d'abitudine negli ultimi anni.
ANDATURA. D'accordo, alle spalle del Vicenza vanno piano, molto piano. Ma a parte il fatto che il Modena deve recuperare 3 partite ed Empoli, Albinoleffe, Gubbio e Ascoli una, è chiaro che non si può confidare solo nelle mediocrità altrui. Intanto perché la B è un campionato lungo e strano ed è già successo che chi è lumaca in inverno si trasformi in gazzella in primavera e poi perché conviene scavare il prima possibile un margine di sicurezza.
VITTORIA. E qui torniamo all'appuntamento di sabato con il Crotone, una sorta di «prova del nove» come l'ha definita Martinelli, dopo il pareggio di Livorno che ha spezzato la serie negativa. I tre punti mancano da troppo tempo e non possono più aspettare anche perché dopo la sfida casalinga di sabato il calendario sarà tutt'altro che tenero.
CASSAFORTE. Battere il Crotone al Menti in uno scontro diretto (i calabresi, penalizzati di un punto, sono una lunghezza dietro ai biancorossi) significherebbe fare un deposito in banca in vista di tempi che potrebbero anche essere difficili. Guardiamo il calendario: oltre la sfida con il Crotone ci sarà la sosta del 25 (e già affrontare i quindici giorni prima della ripresa con o senza i benefici effetti di un successo farà la differenza) e quindi un percorso tutto curve in tre settimane. Il Vicenza dovrà infatti vedersela con l'ex Maran, lanciatissimo verso i playoff con il suo Varese e, dopo aver ospitato il Grosseto dove ha fatto tappa Viviani in panchina, arriverà il doppio derby: prima col Verona di Mandorlini e quindi col Padova di Dal Canto, altri due ex. Una vera corsa a ostacoli, e belli alti.
DIGIUNO. La crisi del Vicenza si specchia in un numero, il 4: sono i punti che la squadra ha raccolto nelle 8 partite trascorse dall'ultima vittoria: pareggi a Bari, in casa con Reggina e Ascoli e domenica a Livorno. L'ovvia speranza è che il punto in Toscana sia stato il segnale della ripartenza dopo il digiuno, ma non si potrà sapere che sabato, al 90' della sfida con il Crotone, una gara che vale veramente il doppio.
Dover attendere e sospirare la vittoria non è purtroppo una novità in casa biancorossa, dove quasi ci si è abituati in questi anni ai periodi di vacche magre. Nella stagione cominciata con Camolese in panchina e dopo cinque turni proseguita con Gregucci (era il campionato 2006-07) il Vicenza fu costretto a digiunare per 12 giornate prima di cogliere il primo successo. E senza tornare indietro nel tempo, nel campionato in corso i biancorossi hanno rotto il ghiaccio solo con Cagni dopo un'attesa di 9 turni. Alla decima giornata la prima vittoria è stata anche la più bella fin qui, perché è giunta proprio nel derby contro il Verona, battuto 2-1 al Menti. Adesso ci risiamo. Dopo la serie utile di novembre-dicembre nel corso della quale la squadra aveva raccolto ben quattro successi (oltre a quattro pareggi) l'inizio del 2012 è stato assolutamente negativo e contro Brescia, Sassuolo, Ascoli, Torino e Cittadella il Vicenza ha conquistato appena un punto. Domenica nel posticipo a Livorno i biancorossi sono riusciti a fermare l'emorragia e il pareggio è stato interpretato dai dirigenti, dal tecnico e dai giocatori come il segnale di un'inversione di rotta, che però ha bisogno di conferme.


