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ROLANDO MARAN AI MICROFONI DI RADIOSTADIO

ROLANDO MARAN AI MICROFONI DI RADIOSTADIO TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Davide Sannazzaro
giovedì 11 marzo 2010, 19:01Vicenza

Si racconta che lei fosse già allenatore in campo ancor prima di smettere di giocare..E' vera questa cosa?

Purtroppo è vero, dico purtroppo perchè magari ero ricordato più per questo aspetto che per quello che facevo in campo. Anche da giovane mi davano responsabilità di gestione della squadra e più di qualche allenatore ha consigliato di continuare con la carriera di tecnico. Anzi, uno di questi, quando poi ho smesso di giocare mi ha chiamato per collaborare con lui in panchina. Io ho finito di giocare e ho cominciato ad allenare nel giro di due settimane.

Il ruolo dell'allenatore è importante non solo per la parte tecnica ma anche per la gestione della squadra soprattutto quando si ha una rosa ampia. Conta di più l'uno o l'altro aspetto?

Entrambe. Non possono prescindere l'una dall'altra. L'aspetto tecnico è fondamentale perchè devi essere credibile davanti ai tuoi giocatori e devi riuscire a dare un'impronta alla squadra. Poi ovvio che la gestione aiuta molto a dare quegli equilibri che sono fondamentali per ottenere risultati. A meno che non si ha una squadra che è molto più forte rispetto alle altre. Ma a me non è ancora capitato .

Un giocatore nella sua carriera colleziona un numero di allenatori con cui ha lavorato: si ispira a qualcuno degli allenatori con cui ha lavorato?

Ci ho pensato molto a questo aspetto. Sinceramente pur avendo avuto ottimi allenatore che molto mi hanno dato, non riesco a rivedermi in nessuno di loro. Faccio tutto di testa mia, non so se è un pregio o un difetto...

E' una carriera ancora giovane la Sua, cominciata a Cittadella. Una delle sue impronte è il 4-4-2 anche se all'inizio a Vicenza applicava un altro modulo. E' così oppure sceglie il modulo in base alla disponibilità degli uomini?

No, è capitato più spesso di giocare con il 4-4-2 perchè nelle squadre in cui ho lavorato si costruiva il gioco sugli esterni sfruttando la spinta sulle corsie, un pò forse perchè mi è congeniale. Ma non mi sono mai fermato ad un modulo. Ho sempre cercato di modellare lo schema in base agli uomini a disposizione. Comunque questo è un modulo che ti permette di garantire certi equilibri e di sfruttare i giocatori che hanno gamba e quailtà.

Quando le cose non vanno come si vorrebbe, il tifoso ,e anche gli osservatori, criticano la gestione magari cercando di dare una loro interpretazione dei cambi. L'esempio della partita contro la Triestina, in cui ha cambiato gli uomini ma non modificando l'assetto della squadra...

Sono pensieri che faccio in panchina anch'io. Per come erano disposti loro, noi per creare superiorità numerica sugli esterni, dove loro erano carenti in quel momento, ci risultava congeniale rimanere in quell'assetto. Poi forse non siamo stati bravi a sfruttare questo aspetto. Poi nella gestione di una gara c'è da mettere in conto che magari qualcuno arriva al 90' stanco e quindi le scelte devono essere fatte in funzione di variabili che conosco io perchè lavoro con la squadra. A Trieste noi potevamo essere più pericolosi sugli esterni perchè loro accentravano di più non avrebbe portato vantaggi aggiungere giocatori in mezzo. Poi che non siamo riusciti a sfruttare in maniera adeguata questa situazione, questo si.

C'era anche una certa situazione di condizione con Sgrigna e Misuraca.

Si, Sgrigna veniva da due settimane in cui si è allenato poco. Anzi, forse ho aspettato anche troppo a toglierlo. Misuraca veniva da una gastroenterite. Non è facile poi spiegare a tutti, ma un allenatore coscienzioso lavora per il bene della squadra. Magari certe volte delle informazioni non sono percepite e non si sanno questi aspetti.

Mister il Vicenza in casa non sta rendendo. Cosa manca?

A livello di risultati in casa non siamo riuscita a dare un passo incisivo. Molte cose hanno influenzato i risultati. Poi se si vedono le prestazioni non c'è stato nessuno che ci ha messo sotto e creiamo un numero importante di occasioni sia in casa che fuori. Manchiamo nella fase realizzativa, questo è vero, ma andrebbe data più fiducia, più serenità a chi sta sotto porta.

Arriva il Brescia: una piccola rivincita già è arrivata, però andando a rispolverare la sua esperienza al Brescia al momento dell'esonero, la squadra aveva 52 punti, 13 vittorie, 13 pareggi, 5 sconfitte. Arriva la chiamata dell'esonero e Lei cosa pensa, è uno scherzo?

Si per un attimo si...poi mi sono sentito ripetere la stessa cosa e allora....noi eravamo sicuri di andare in serie A, con dei risultati importanti e Corioni più volte è ritornato su quella scelta misteriosa facendo il mea culpa.

Tornando alla partita di Venerdì....

Il Brescia dal giorne di ritorno è la più forte del campionato: questo ci deve esaltare e ci deve spingere a fare una prestazione maiuscola. Il Brescia è in salute e forse arriva proprio al momento giusto per poter riscattare gli ultimi risultati.

Fonte www.radiostadio.it