Nicola Madonna parla a Radio Stadio
Ha bagnato l'esordio al "Menti" con una prestazione convincente ed efficace, Nicola Madonna, alla sua prima con la maglia biancorossa. tanta corsa, qualità e buona intesa con il resto del gruppo.
Si racconta sulle frequenze di Radio Stadio, emittente vicentina che segue costantementemente il Vicenza:
L'inserimento al primo impegno con il Vicenza, è sembrato decisamente buono
Si, questo è un bel gruppo per cui si entra anche con un certo entusiasmo e poi Vicenza è una bella città. Mi sono praticamente abituato subito.
Considerazione tecnica: tutti affermano che sei tornante, giocatore di fascia ma in realtà molti dicono che sei un jolly. Che dici?
Ho giocato in diverse posizioni, mi sono adattato alle esigenze degli allenatori. Nei giovanissimi dell'Atalanta, che ha come tutti sanno ha un potenziale enorme, ho fatto il terzino, anche se in attacco do il mio meglio.
A proposito di attacco: tu fai sempre qualche golletto. Hai un record di sei gol...
Io ci provo, se capita...Per fare gol però devo cambiare movimento e accentrarmi e bisogna trovare la giusta occasione. L'anno scorso è stato un anno molto buono sotto questo punto di vista, speriamo di ripetermi.
Tua caratteristica è anche quella di garantire un certo aiuto al reparto difensivo. Il 4-4-2 è un modulo che ben ti si addice
Si, io da professionista ho sempre trovato questo modulo ed è un situazione tattica cui mi adatto bene. Chiaramente poi deve funzionare tutta la squadra.
Tra Albinoleffe e Atalanta non ti sei mai mosso da Bergamo. Questo è il primo vero distacco, anche se la distanza non è poi così ragguardevole. Come ti senti?
Sono contento, è capitata questa occasione sono molto felice. E' una nuova avventura e sono soddisfatto di questa scelta.
Sulle tue tracce c'era anche il Grosseto...
Si, altre squadre mi hanno cercato però io ho scelto Vicenza perchè mi sembrava l'opportunità più concreta per poter dare il mio apporto.
All'Albinoleffe c'è stata questa particolarità dell'allenatore-papà (anno 2008). Come hai vissuto questa situazione?
Io ero già da tre anni in quella squadra, tutti già mi conoscevano quindi nessuna malizia. In ogni caso tutti i compagni non ci hanno mai fatto pesare nulla, perchè comunque era una cosa limpida. C'è da dire però che non fai bene c'è il rischio di subire maggiormente critiche. In ogni caso è stata un situazione che è capitata, ma non è stata cercata.
Tra l'altro quello è stato un anno particolare ma sicuramente positivo..
Si ottimo anno per me e per L'Albinoleffe.
Tu sei figlio d'arte, tuo papà ha avuto un'ottima carriera da giocatore. Ti è mai pesato?
No, me l'hanno ripetuto tutti da quando giocavo all'oratorio, ma non è mi è mai pesato molto, anzi. Poi lui ha scelto la carriera di allenatore e ha tutto il mio appoggio.
Tornando alle vicende calcistiche del Vicenza, con Ferri sulla fascia c'è stata subito intesa
Se tu entri a fare parte di un gruppo con ottimi giocatori e una squadra ben allenata fai presto a torvarti bene ed inseriti nel gruppo. Poi chiaramente ci devi mettere del tuo.
I tuoi idoli da piccolo?
Shevchenko, nei primi anni del Milan, anche se lui era un attaccante e quindi non copriva il mio stesso ruolo. C'era questa cosa comune del numero 7...
A Vicenza occupato da Rigoni...
Eh si, e allora ho preso il numero di Bernardini.
Hai assaggiato la serie A, ma sei tornato nella serie cadetta perchè c'era possibilità di giocare di più: è stata una scelta difficile ma coraggiosa
La serie A è sempre dura da lasciare dopo tanti anni e tanti sacrifici, un pensiero in più lo fai. Io ho fatto questa scelta perchè ho pensato fosse meglio per me, la scelta di crescere e fare più esperienza.
Hai giocato in una società come L' Albinoleffe dove però il pubblico non è che ce ne sia tantissimo. Tu lo senti il fattore "12° uomo"?
Si, il pubblico ti da tanta carica , tanta adrelina, ti aiuta a dare quel qualcosa in più sopratutto nei momenti più difficli. Con l'Albinoleffe il fatto che non ci fosse pubblico dopo ci si abitua e diventa forse più penalizzante per gli avversari. Sai, con un clima "da amichevole" magari perdi qualcosa a livello di intensità.
In campo hai un atteggiamento molto misurato
Io penso che sia importante farsi trascinare e coinvolgere dall'entusiasmo ma comunque con molta lucidità, perchè nel calcio è fondamentale avere l'equilibrio. In campo e fuori.


