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MASSIMO MARGIOTTA A RADIOSTADIO

MASSIMO MARGIOTTA A RADIOSTADIO TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Davide Sannazzaro
giovedì 8 aprile 2010, 13:00Vicenza

Che Massimo Margiotta faccia parte della storia del Vicenza per i valori che porta con sè quali attaccamento alla maglia, determinazione in campo fino all'ultimo secondo, inesauribile grinta, è cosa nota. Ma il gol di Venerdì contro il Modena lo consacra anche nella storia dei marcatori biancorossi. Gol numero 50 e adesso Massimo insegue Toto Rondon a 59 e un certo Paolo Rossi a 60.

Quanto ci teneva il Gladiatore a questo traguardo?

"Era un obiettivo che mi ero posto prima di andare via. Non posso negare che ci tenessi, la storia del Vicenza è nota a tutti e certi traguardi personali sono importanti. Poi quando li raggiungi con una società come il Vicenza è...troppo bello!!"

In totale 141 gol, tra Serie A, Coppa Italia, Nazionali, Coppa Uefa...

"Si, io però ho solo 32 anni. Non sono vecchio nonostante qualcuno pensi il contrario. Sono convinto di poter dare ancora tanto. Nella mia carriera ci sono stati alti e bassi: dopo la squalifica (2007-2008 ndr) ho pagato stando fermo 6 mesi. Poi c'è stato un anno storto coinciso con un periodo brutto per il Frosinone. Sono tornato a Vicenza accettando un ruolo che non avevo vestito mai nella mia carriera, facendo tanti sacrifici. Però noi attaccanti abbiamo questo vantaggio: segni un gol e una stagione può cambiare da un momento all'altro. Per me il prossimo momento è a Grosseto"

A Perugia con Cosmi segnavi in Campionato e in Coppa. In seguito ci fu una richiesta del Chievo ma sei venuto a Vicenza rinunciando anche ad un ingaggio molto favorevole. 10 gol in 19 partite con Iachini in una stagione particolare: da ricordare anche una vittoria a Verona che mancava da 50 anni. Lo rifaresti?

"Io quando faccio una scelta la faccio con grande attenzione. Quando sono partito da qua, l'ho fatto sempre a malincuore perchè sentivo che lasciavo qualcosa. Quando mi si è presentata l'occasione di tornare non ho esitato: io sono legato a questa città e poi se non avessi accettato Iachini sarebbe venuto a Perugia e mi avrebbe trascinato. Ma non ce n'era bisogno: questa maglia e questa città ce le ho nel cuore"

Torniamo al presente: dopo il gol contro il Modena per un pareggio importante le tue prime parole sono state per Rolando Maran, nonostante con lui giocassi poco. Tu e la squadra vi siete presi le vostre responsabilità con un gesto nobile che sentivate...

"Per me le parole per Maran erano normali. Io penso che non bisogna giudicare le persone sulle questioni personali. Maran c'ha dato tanto ma gli ultimi risultati lo hanno penalizzato. Poi tutti noi vorremmo giocare sempre ma le scelte le fa l'allenatore e le compie per il bene della squadra. La società ha preso questa decisione, il cambio di allenatore, sperando in un cambio di rotta. Noi adesso lavoriamo con mister Sonetti che ha l'entusiasmo di un ragazzino"

Una situazione di campionato sorprendente, con una classifica al di sotto di ogni aspettativa. Cosa vi dite in spogliatoio?

"Intanto sul fatto che noi fossimo una squadra da metà classifica soltanto, non sono d'accordo. Quando la squadra stava bene, ce la siamo sempre giocata con tutti. Poi errori commessi e situazioni sfavorevoli che ci hanno penalizzato ci stanno punendo. Noi adesso abbiamo le maniche rimboccate e sappiamo che dobbiamo uscire da questa fase. Sappiamo che il potenziale c'è, adesso dobbiamo dimostrarlo"

Tu a 17 anni segnavi in campionati importanti: c'è la possibilità che Bianconi sabato venga convocato. Un giovane così inesperto ma così pieno di entusiasmo, si corre il rischio di "bruciarlo"?

"Oggi parlavamo tra di noi, non di Bianconi ma della situazione nostra in generale. Abbiamo bisogno di tutti quanti, di chiunque possa darci una mano. Io non conosco Bianconi, ma so che in Primavera sta facendo bene e sono sicuro avrà un grande futuro. Magari la sua giovinezza ci può aiutare: se il mister lo ha convocato, un motivo c'è. L'ho visto allenarsi un paio di volte, ha dei numeri, ma spero che non ci sia bisogno di lui, nel senso che se entra un attaccante vuol dire che bisogna segnare...io spero entrino difensori perchè dobbiamo tenere il risultato a nostro favore, da qui a nove partite"

Fonte www.radiostadio.it