Il Vicenza non riesce mai a spiccare il volo
Vicenza. A due terzi del campionato ormai si può ben dire che quella del Vicenza è una vocazione. Ma forse è meglio dire un limite, il freno che blocca il pedale ogni volta che sembra arrivato il momento di accelerare. È il destino del Vicenza mister X, la squadra più "pareggiosa" della B.
Sono ben 12 le gare in cui i biancorossi hanno diviso un punto con gli avversari. La cartina di tornasole di un gruppo abbastanza solido da evitare il rischio di soffocamento nei bassifondi della classifica ma non abbastanza attrezzato e convinto per osare là dove si respirano ambizioni a pieni polmoni. Ed è così che il Vicenza si ritrova dopo 28 giornate confinato nel limbo di chi ancora non sa bene quale finale di stagione lo attende.
TRIESTE DOPPIO ZERO. Prendiamo la sfida del "Rocco": contro la Triestina più pallida e incerta di queste ultime stagioni il Vicenza non è andato al di là dello 0-0. Non è bastato avere a disposizione 4-5 azioni da gol, che in trasferta sono tante, né è servito per vincere poter giocare con l'uomo in più la mezz'ora finale.
È finita con l'ennesimo pareggio della serie, e con la Triestina è il secondo: sempre senza reti si era concluso anche il confronto dell'andata al Menti.
PAREGGITE. Si diceva: Vicenza uguale mister X. Il primato la squadra di Maran lo divide con il Mantova: 12 pareggi a testa, e non a caso lo scontro diretto al Menti è finito 1-1, e come sennò? Non scherzano neppure Cesena (11 pareggi), Lecce, Grosseto, Crotone e Padova (10), vale a dire altissima, media e bassa classifica affratellate dal segno X. Che risulta invece "indigesto" ad Ancona, Frosinone e Reggina (prima del posticipo di ieri sera) che hanno pareggiato appena 5 volte.
IN CASA E FUORI. La faccia da mister X il Vicenza la mostra però soprattutto in casa. Al Menti la formazione di Maran ha raccolto ben 9 dei suoi 12 pareggi da record. E questo già spiega perché i biancorossi siano ancora impelagati nella terra di nessuno, costretti comunque a guardare con più attenzione alle spalle che davanti. Se non riesci a vincere in casa la strada diventa faticosa, quale che sia l'obiettivo, perché con un punto alla volta si va piano. E non è detto che si vada lontano, anzi.
ZERU GOL. Scendiamo un po' più nel dettaglio del Vicenza "pareggioso". Intanto una curiosità: quello di Trieste di sabato è stato il primo pari per 0-0 in trasferta. E fuori casa, in fondo, va anche bene, è un risultato che tiene in perfetta media.
Il problema sono gli 0-0 che il Vicenza ha collezionato in casa: la bellezza di cinque, tra i quali quelli contro Piacenza e Salernitana, formazioni da zona retrocessione. Ecco dove sta il guaio, soprattutto gli "zeru gol" al Menti, per dirla alla Mourinho, sono stati insieme causa ed effetto di una stagione spesso da vorrei ma non posso.
RIMPIANTI. Con la magnifica difesa che si ritrova (la seconda del campionato), al Vicenza non sarebbero neppure servite goleade tipo il 5-0 di Lecce al Gallipoli, ma magari anche una sola rete di scarto. Facciamo un giochino: trasformiamo tre dei cinque 0-0 interni (contro Triestina, Cesena, Grosseto, Piacenza e Salernitana) in altrettanti 1-0. Sarebbero stati 6 punti in più, con i quali ora il Vicenza anziché a 36 sarebbe a quota 42, una lunghezza davanti al Torino, pienissima zona playoff in un torneo che va al rallentatore come la B di quest'anno. Ecco perché il Vicenza mister X è fonte di rimpianti.
CANNONIERE. I troppi pareggi, soprattutto a reti bianche, sono stati spesso la causa dei treni persi dal Vicenza ogni volta che c'è stata la possibilità di compiere il salto, ma anche l'effetto di una carenza nell'organico.
Bjelanovic è un ottimo giocatore d'attacco, con le sue doti: fa reparto da solo e aiuta la squadra come pochi altri, doti che non a caso avevano risvegliato l'interesse di parecchi anche nell'ultima sessione di mercato. Sgrigna è un talento a tutto tondo nel gioco offensivo, c'è chi già gli pronostica uno sbocco in serie A a fine stagione. Gavazzi e Sestu prima e ora Madonna sono al top nel loro ruolo, capaci anche di "vedere" la porta, ma pur sempre esterni. E poi ci sono Margiotta e Litteri, il più esperto e il più giovane, finora entrambi poco utilizzati, di un reparto offensivo che non manca di qualità. Nessuno però dei giocatori che lo compongono ha le caratteristiche classiche del finalizzatore e magari del "rapinatore d'area". Un tipo alla Schwoch, tanto per restare in casa. Ed è il limite che spesso, anche se non da solo, ha frenato il Vicenza diventato il mister X della B.


