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Il Vicenza in pole ma per salvarsi ci sarà da correre

Il Vicenza in pole ma per salvarsi ci sarà da correre
autore
Davide Sannazzaro
mercoledì 5 maggio 2010, 17:23Vicenza
I 51 punti ipotizzati sarebbero il top negli ultimi anni

È un tormentone per chi deve portare a casa la salvezza: 90’ di partita, ma prima e dopo giorni e giorni a fare calcoli. Una tabella riaggiornata di continuo sulla base dei risultati, per capire quanti punti serviranno per restare in B senza la roulette dei playout.

Appunto: qual è la quota-salvezza? Secondo l’opinione più comune, che per esempio ha espresso per ultimo anche Stefano Botta, l’autore del gol del pareggio biancorosso a Piacenza, sarà necessario arrivare a 51 punti. E se davvero sarà così si tratterà della quota più alta negli ultimi sei anni della B, eccezion fatta per il campionato 2003-04, quando ne servirono 53. Ma quel torneo non fa testo, visto che era in formato-maxi, con 24 squadre e quindi 46 partite.

Nelle altre cinque stagioni il tetto-salvezza ha oscillato fra i 45 e i 50 punti, mai oltre. E il Vicenza lo sa bene perché purtroppo, da quando è sceso dalla A, a parte i primi due campionati del mancato assalto alla promozione, ha dovuto poi misurarsi ogni volta con la lotta per la salvezza. E se l’è cavata sempre (come spieghiamo più in dettaglio qui a fianco) a parte la scivolata ai playout del 2005, rimasta fortunatamente senza conseguenze, pur con punteggi finali anche molto diversi.

In questi anni di affannate rincorse-salvezza che hanno sfiancato anche i tifosi, al Vicenza è capitato di concludere con 45 ma anche con 52 punti, dunque con una “forbice” di rendimento fino a sette punti.

La squadra di Maran parte da quota 46 e ricomincia il lungo sprint sabato con l’Empoli, poi ci sarà la trasferta di Torino, quindi l’ultima gara in casa con il Lecce e la partita conclusiva a Salerno.MA. MA.

Dopo i due campionati successivi alla retrocessione nei quali il Vicenza lotta per tornare in serie A senza riuscirci (con Fascetti e poi il tandem Viviani-Moro in panchina nella prima stagione e Mandorlini al timone nella seconda), la società è costretta a ridimensionare i programmi per esigenze di bilancio e cominciano i campionati in cui la squadra lotta per la salvezza.

Il torneo 2003-04 però è un’eccezione perché è quello a 24 squadre varato dopo il caso-Catania. La quota-salvezza si attesta a 53 punti, il Vicenza ben guidato da Beppe Iachini chiude tranquillo al 13° posto con un bottino di 56 punti. Nella stagione successiva si torna alla formula con 22 formazioni e oltre ai playout vengono disputati anche i playoff, nello stesso schema di oggi.

La quota-salvezza è di 50 punti, dove arriva il Cesena, non il Vicenza allenato da Maurizio Viscidi che al culmine di un periodo di crisi proprio all’ultima giornata finisce ai playout, chiudendo con 49 punti.

I biancorossi perdono il doppio confronto con la Triestina e retrocedono sul campo. Ma la retrocessione all’ultimo posto per illecito del Genoa, che aveva vinto il campionato, consente al Vicenza, che può vantare bilanci in ordine, la riammissione in B con il 17° posto. Scampato il pericolo, il Vicenza torna a misurarsi con la lotta-salvezza con una squadra costruita tra mille incertezze e ristrettezze di risorse e di tempi, visto che l’estate trascorre nei tribunali sportivi per far valere il buon diritto alla riammissione in B rispetto alla concorrenza del Napoli.

Stavolta i 49 punti che nella stagione precedente avevano condannato la squadra ai playout sono sufficienti, con Giancarlo Camolese alla guida tecnica.

Per classifica avulsa ci si salva anche a 48 (il Rimini) ma vanno ai playout le altre due squadre pari-quota Albinoleffe e Avellino, poi retrocesso. Camolese inizia la sua seconda stagione nel Vicenza ma resiste solo cinque giornate nel torneo cadetto con le stelle, tra cui oltre a Genoa e Napoli anche la Juventus (tutte e tre promosse alla fine), retrocessa per la sentenza sportiva di Calciopoli. Esonerato Camolese, arriva Angelo Gregucci che conclude 11° a quota 50.

La quota-salvezza è piuttosto bassa, a 48 punti, dove si salva la Triestina per classifica avulsa e vanno ai playout Spezia e Verona, retrocesso in C1.

Ma fino a pochi minuti dal termine dell’ultima partita, poi vinta a Crotone con un gol di Paonessa, ai playout era proprio il Vicenza. Il primo torneo in cui Gregucci parte dall’inizio con i biancorossi è anche quello più sofferto. A metà stagione il Vicenza sembra spacciato, poi a gennaio la società compie notevoli sforzi sul mercato per rinforzare la rosa e alla fine la squadra raggiunge la salvezza.

Sono sufficienti 45 punti, che coincidono anche con la quota-salvezza (il Vicenza chiude infatti al 18° posto), la più bassa in assoluto. La particolarità è che non si giocano i playout, visto che per farli occorre che ci siano meno di 5 punti di divario tra la quint’ultima (il Vicenza appunto) e la quart’ultima che è l’Avellino, fermo però a36 punti a fine torneo. Il miglior piazzamento da quando Sergio Cassingena è diventato patron e presidente (fine 2004) è l’11° posto del campionato 2003-04, ma il miglior punteggio a fine torneo è quello toccato alla fine della passata stagione, sempre con Gregucci alla guida. Il Vicenza finisce infatti con un bottino di 52 punti.

La squadra si piazza al 12° posto, appena sopra la quota-salvezza rappresentata dai 50 punti, che bastano al Cittadella per mettersi al riparo (grazie alla miglior classifica avulsa) ma non all’Ascoli e al Rimini che si affrontano nei playout. E lo spareggio-salvezza condanna i romagnoli.

Il bottino in classifica dei biancorossi è di 46 punti, raccolti in 38 partite. E ad avere un peso significativo sono stati i pareggi, ben 16, come il Grosseto. In B il Vicenza è la squadra che ha pareggiato di più, in particolare sul suo campo, visto che 12 dei 16 pari sono giunti al Menti

Fonte www.ilgiornaledivicenza.it