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GATTI SI RACCONTA A RADIOSTADIO

GATTI SI RACCONTA A RADIOSTADIO
autore
Davide Sannazzaro
giovedì 18 febbraio 2010, 00:05Vicenza

Gli ultimi arrivi a Vicenza hanno sicuramente impressionato positivamente osservatori e pubblico: questo è vero per Nicola Madonna e altrettanto per Fabio Gatti, impegnato nella bella e sfortunata partita dei biancorossi ad Ascoli. Personalità in mezzo al campo, geometrie, intesa pressochè immediata con i nuovi compagni.

A RadioStadio, ecco Fabio Gatti.

Allora Fabio, non ci sembra tu abbia avuto particolari problemi di ambientamento qui a Vicenza e al Vicenza...

All'interno del gruppo non ci sono stati problemi: ho trovato un bell'affiatamento. Unico problema i primi giorni arrivare al centro tecnico di Isola Vicentina...

I tifosi biancorossi ti hanno visto ad Ascoli giocare un ottima partita e anche gli osservatori hanno dato delle valutazioni decisamente positive nelle pagelle. Alcuni giornalisti di Perugia hanno voluto avere conferma della tua prestazione con la maglia del Vicenza.

Il discorso legato al Perugia è complicato. Io sono un giocatore che ci mette il massimo in campo e durante gli allenamenti. Certo che qui a Vicenza ho trovato serietà che è una condizione fondamentale per poter dare il meglio di sè.

A Perugia con Cosmi sei esploso, anche se avevi poco meno di 20 anni: è stata un'esperienza importantissima per te. Hai giocato in serie A, con l' Under 21. Qualcuno aveva pronosticato una certa carriera per te, ma si sa che il calcio è un mondo spesso misterioso. Che ricordi hai?

I primi tre anni a Perugia sono stati davvero buoni, dalla primavera alla serie A, un bel salto. Devo dire che quando hai 18 anni e giochi in serie A forse sei un pò frastornato. Reputo quei tre anni una parentesi: io credo che da quel momento in poi è cominciata la carriera di Gatti. Sono andato a Napoli in serie C, lontano da casa in un ambiente che come tutti sanno è pieno di aspettative. Io comunque fino a questo punto non ho rammarichi, ho fatto le mie scelte: Sono stato a monza, ho girato dalla a alla c in una categoria dove poi le caratteristiche tecniche spesso non sono l'unico parametro di valutazione èer un gocatore. Adesso sono contento di stare a Vicenza per giocarmi tutte le mie carte con questo progetto.

Qual è il modulo che preferisci: centrocampo a tre o linea mediana a quattro?

Io credo sia importante come è strutturata la squadra. Ad Ascoli la partita è andata bene perchè attorno le linee si sono mosse bene. Non ho una preferenza particolare.

Questa è una squadra organizzata per chi entra non è difficile inserirsi.

Quando i compagni sanno cosa fare è già "tanta roba", poi comunque è lo spirito del gruppo che da anche un certo aiuto e qui si respira aria buona.

Tuo giocatore cui ti ispiravi?

Quando ho cominciato guardavo Albertini, dopo l'esordio in A non avevo tempo di pensare per tante cose che si susseguivano ed è rimasto lui.

Cambiare ambiente, cambiare squadra non è mai semplice.

Si soprattutto per i rapporti umani che instauri, ma questo è il nostro lavoro.

Più fonti dicono che una delle tue qualità è la personalità spiccata.

Credo che noi facciamo un lavoro bello che però implica che quando hai la palla tra i piedi hai la responsabilità e bisogna affrontarla con umiltà, semplicità e senza paura.

Ad Ascoli hai giocato con Botta che è un giocatore molto duttile: l'intesa come è nata?

Si, Stefano è un giocatore molto completo. Per l'intesa torniamo al discorso di prima: quando c'è organizzazione tutto risulta più semplice. Io spero di dare il mio contributo quanto più possibile con i miei mezzi.

Il numero 44: imposto da Serse Cosmi?

Si, al primo anno in cui ho esordito, poi ne ho preso anche altri. Qui a Vicenza erano tutti occupati e liberi c'erano solo numeri alti e così, visto che mi ha portato fortuna a Perugia, l'ho scelto.

Fonte www.radiostadio.it