Di Matteo, titolare e decisivo
Luca Di Matteo, arrivato a Vicenza in comproprietà dal Palermo nel mercato di riparazione, dopo due stagioni da dimenticare a Cittadella e Crotone sta finalmente cominciando a dimostrare il suo valore. Mancino puro, impiegato per la seconda volta consecutiva dal primo minuto sulla corsia esterna sinistra (ma può giocare anche a destra, come nel turno di campionato scorso a Piacenza dove ha lasciato spazio a Brivio sul lato opposto) ha offerto una prestazione solida, fatta di galoppate, di ripetuti cross da fondo campo a cercare le torri biancorosse e del fallo da rigore cercato e trovato, dopo uno scontro apparso dubbio con il terzino polacco dell'Empoli Kotoszka.
L'ala pescarese, classe '88, tuttavia non ha dubbi: "Ho provato a dribblare il primo uomo ed è andata bene, il secondo mi ha sbilanciato, secondo me il fallo c'era: il rigore era netto".
A fronte di un Gavazzi sicuramente volenteroso, ma che ha un palese bisogno di tirare il fiato, Di Matteo appare in crescita: " Davanti ho giocatori importanti e forti come Gavazzi e Madonna, ma appena c'è stata l'opportunità ho cercato di dare il massimo. Il mio obiettivo per il finale di stagione è allenarmi, migliorare e cercare di dare un contributo alla squadra".
Un ringraziamento speciale va sicuramente a Rolando Maran, che ha saputo dargli fiducia dopo che nella gestione Sonetti il giovane centrocampista era finito sistematicamente in tribuna ed a lui erano stati preferiti addirittura giocatori non di ruolo: "Dopo la discreta prova a Piacenza oggi sono sceso in campo più libero, sciolto. Grazie al mister che mi ha dato fiducia dicendemi di giocare come so, senza fasciarmi la testa".
Infine, rispondendo all'inevitabile domanda sul suo futuro: "Per ora pensiamo alla salvezza".


