Varese, la favola di Pompilio tra Inter, Juve e Parma
S'intravede il lieto fine nella storia personale di Luca Pompilio (19) , attaccante protagonista con il Varese della finale del campionato Primavera, finito nelle mire dei grossi club di Serie A.
TMW è venuto a conoscenza in ESCLUSIVA che Inter, Juventus e Parma hanno chiesto informazioni su di lui, dopo averlo seguito durante una stagione chiusa con undici gol fra Viareggio e campionato Primavera.
Per quanto concerne i nerazzurri, addirittura il DS Ausilio si è mosso in prima persona negli scorsi mesi per prendere il giocatore, impressionato dal calcio improvviso e della spiccata sagacia tattica, nonostante la giovane età.
E pensare che Pompilio voleva smettere di giocare. Già, perché il ragazzo natio di Foggia, dopo una lunga trafila con il settore giovanile del Lecce si ritrovò senza contratto nell'estate 2009, a causa di un terremoto societario che scombussolò il vivaio giallorosso. Il "piccolo Rooney", ribattezzato così dai tifosi varesini per il dieci sulle spalle, i capelli corti e l'andatura tenace, del pallone proprio non ne voleva più sapere.
Solamente la lungimiranza e l'affetto sincero dell'ex DS varesino Sean Sogliano, che intravedeva caratteristiche tecniche e umane importanti nel ragazzo, lo hanno riportato a calcare i campi.
E come in tutte le favole, non poteva mancare l'happy ending, sotto lo sguardo di mamma Maria, sempre pronta a coccolarlo e proteggerlo dalle insidie del pallone e della vita, esultando con lui per le prime convocazioni in Under 19 e l'esordio in B contro il Vicenza.
Dopo un periodo durissimo di riambientamento nella Berretti biancorossa dal gennaio al giugno 2010, l'exploit nel campionato appena terminato, che gli è valso il terzo posto nella classifica cannonieri del Viareggio, dietro al suo compagno De Luca (vincitore della graduatoria), oltre che l'appellativo di ammazza - grandi.
Già, perché la retroguardia del Milan ne sa qualcosa, punita in campionato, al pari di quella dell'Inter uccellata direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo.
Se lo ricordano bene anche i difensori juventini, castigati da due gol al Viareggio e da una rete nelle fasi finali del Primavera a Pistoia, nelle quali ha messo il sigillo anche nell'ultimo atto contro la Roma, vanificato solamente dalle tre prodezze dell'altro baby prodigio Mattia Montini.
E proprio dopo il gol nella finalissima, davanti agli occhi di cinquanta persone giunte appositamente per lui da Foggia, ha baciato commosso uno striscione raffigurante due suoi cari amici, scomparsi prematuramente, che porta nel cuore e in una sottomaglia che lo accompagna sempre in partita.
Chissà sotto quali colori lo accompagnerà l'anno prossimo.


