Varese, Ebagua: "Il gol più bello? Quello per la A"
Si rasenta lo stereotipo. Ma conoscendolo è davvero così. Osariemen Giulio Ebagua è il classico figlio dell'Africa nera. Treccioline, andatura dinoccolata, sorriso vita natural durante stampato sui denti bianchissimi. È il cuore della Nigeria che batte in Brianza. Si è confessato in ESCLUSIVA per i taccuini di TMW.
Con cadenza piemontese, lui quarto in classifica ma primo nel campionato dei "normali".
Giulio, il pareggio di Bergamo è il definitivo esame di maturità?
"È un buon punto, un pareggio importante contro una grande squadra. Loro assieme al Siena sono le squadre più forti del campionato, dopo viene il Novara. È un punto di partenza. L'Atalanta è la più forte in assoluto, ha un grande tasso tecnico e grande fisicità. Hanno usato le nostre armi, ci hanno aggrediti, come facciamo noi. Erano cattivi, hanno fatto il Varese, però con tanta qualità".
E voi avete fatto l'Atalanta?
"E sì, ma non ci siamo riusciti troppo bene (ride) ".
Pisano, tuo compagno di squadra, ha dichiarato che il vostro obiettivo resta unicamente la salvezza.
"Nei progetti c'è solo quello, è la realtà dei fatti. Siamo una società piccola, viviamo giorno per giorno, speriamo di salvarci il prima possibile, per poter puntare ad altri obiettivi".
Al Varese sembra mancare un colpo di reni per essere definita "grande".
"Al Varese mancano i gol degli attaccanti. I miei, di Neto Pereira (32) e Cellini (29), per poter ambire a qualcosa in più ecco cosa manca. Dobbiamo trovare meglio la porta, ci sono venti partite, proviamoci".
Ci racconti il gol di tacco, stile Ibrahimovic, segnato al Siena?
"Era l'unico modo per attaccare la palla, dandole più forza. Ho fatto goal, l'ho presa di tacco pieno, inizialmente volevo andare d'esterno ma è andata bene, ormai è passato. È il gol più bello segnato in carriera, perché è insolito, ora mi manca un gol bello e pesante. Magari quello per la A".
Il tuo obiettivo stagionale?
"Arrivare il prima possibile in doppia cifra, soprattutto per il Varese, così ci salviamo e posso pensare a fare 15-20 gol, anche se so che non è facile".
Come reagisci davanti alle voci di mercato che ti riguardano?
"Le voci di mercato mi fanno piacere, ma ho rinnovato fino al 30 giugno 2012 col Varese, sicuramente comunque fino a giugno sarò qui".
Giochi da centravanti ma non sei un vero e proprio numero 9, dove ti esprimi meglio?
"Ho imparato a fare la prima punta ma sono una seconda, l'importante è far gol, davanti mi adatto a giocare."
Hai già fatto vedere tutto il tuo repertorio o puoi ancora migliorare?
"Posso migliorare ancora tanto, sia a livello di qualità sia di quantità. Sono un giocatore con ampi margini di miglioramento, lavoro ogni giorno per progredire sia tecnicamente sia fisicamente".
Come mai sei arrivato relativamente tardi alla ribalta?
"Ci vuole fortuna e bravura, io ho dovuto sempre dimostrare e ricominciare. Facevo l'esterno sinistro nella primavera del Torino, poi Ezio Rossi e Renato Zaccarelli in prima squadra mi hanno convocato come centrale di difesa. A Casale ho fatto tutti i ruoli tranne la punta, ho perso un anno per trovare il ruolo. Poi ho perso un altro anno perché mi dichiaravano extracomunitario, e sono dovuto scendere in Interregionale. Perdi un anno per questo, un anno per quell'altro e il tempo passa. Gli anni che ho giocato sono risalito dall'Interregionale facendo gol, dalla C2 facendo gol, dalla C1 facendo gol, ed eccomi qui a Varese. Da difensore facevo meno fatica, leggevo le giocate prima, ho imparato tanto guardando le punte".
Per quale squadra tifi?
"Tifo Inter, fin da bambino".
Come ti vedresti in una coppia afro interista con Eto'o?
"Non sono a quei livelli, spero un giorno di arrivarci ma è dura".
Il tuo modello di riferimento?
"Mi piacciono sempre le movenze di Zidane e la classe di Rui Costa e Figo".
Sei nigeriano ma la Nazionale del tuo Paese non ti ha mai preso in considerazione, nonostante la penuria di attaccanti, ci pensi mai?
"Non ci penso, prima faccio bene quest'anno, poi potrò ampliare gli orizzonti. Non ho ancora avuto contatti, chissà in futuro."


