Varese, Carbone: "Ragazzi fantastici"
Nel cuore della Città Giardino, al termine di 97 minuti da tregenda, c'è un uomo di sport raggiante. Espulso (come il ds Milanese) ma contento. “I ragazzi hanno fatto quello che ho chiesto. Ho tra le mani una squadra di uomini veri, con loro posso andare a fare la guerra ovunque. Anche i battibecchi al termine sono la dimostrazione che ognuno difende se stesso e gli altri: nessuno può osare toccare qualcuno di noi. E' un segnale di forza”. Benito Carbone grazie al 2-1 all'AlbinoLeffe ha salvato capra, cavoli e panchina. La ricetta degli infoiati discorsi motivazionali lunghi sei giorni, più che la tattica, è stata la molla che ha suggerito all'inerzia di pendere dalla parte del suo Varese: “Ci siamo guardati negli occhi tutta la settimana - ha aggiunto l'allenatore di Bagnara Calabra - e ho sempre avuto la sensazione che il gruppo fosse compatto, unito. In campo abbiamo rispecchiato questa mentalità rasentando la perfezione”.
Dieci con lode al "Franco Ossola" dall'ex fantasista di Torino e Napoli: “Il pubblico ha continuato a incitarci, oltre la curva. La gente si sta avvicinando nel modo giusto. Cellini? Ha fatto una partita fantastica, ha servito assist in lungo e in largo, gli è mancato solo il gol. L'ho cambiato perché aveva speso tutte le energie e mi serviva qualcuno fresco che finalizzasse la mole di gioco di Neto Pereira”. Spazio al piccolo retroscena da svelare: “La fascia di capitano ufficiale era di Neto perché se non c'è Camisa nell'undici di partenza i galloni sono suoi, ma ne ho consegnata una a ciascuno dei 18. L'hanno indossata sotto la maglia, li ho responsabilizzati e hanno risposto come mi aspettavo”.


